Ovviamente le domande più angoscianti, ora, sono quelle che funestano la mente dei familiari dell’uomo che, in seguito a una diagnosi non rispondente alla patologia accusata, è morto per l’aggravarsi di una neoplasia.

La magistratura paolana è adesso al lavoro per fare chiarezza sul caso di C.P., visitato per ben due volte presso il nosocomio cittadino, che in entrambe le occasioni cliniche s’è visto diagnosticare una polmonite da curare con antibiotici e cortisone.

Purtroppo per lui, le conclusioni dei camici bianchi erano sbagliate, perché successivamente s’è scoperto che il problema che lo affliggeva era in realtà di tipo tumorale, una situazione che il mix di farmaci prescritti fino a quel punto potrebbe avere addirittura aggravato.

Tutto ha avuto inizio sul finire dell’estate 2016, quando il fuscaldese C.P. s’è recato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Paola accusando forti dolori al torace. Dopo gli esami di routine, che per casi simili prevedono anche i raggi x, l’uomo è stato sottoposto a cura cortisonica e antibiotica. A distanza di sei giorni, preoccupato per l’escalation della sua condizione clinica, C.P. è tornato dinnanzi ai camici bianchi paolani, anticipando di due giorni (gli era stato chiesto di ripresentarsi dopo 8 giorni) la tabella di marcia consigliatagli dai medici. Come per la prima occasione, il fuscaldese è stato nuovamente “trattato” come paziente affetto da polmonite, decisione che potrebbe aver favorito – in modo fatale – il tumore.

La diagnosi errata, quindi, potrebbe essere alla base di una morte giunta in tempi rapidissimi, una situazione che – forse – si sarebbe potuta affrontare diversamente, con esiti – probabilmente – molto diversi.

Sul caso adesso sta lavorando la magistratura paolana.

Paola – Diagnosi di polmonite ma invece era tumore: magistratura al lavoro ultima modifica: 2019-11-17T15:11:59+01:00 da Redazione
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