sabato , 22 Febbraio 2020
cinema sirenetta

Giovanni Argirò ricorda l’ex Cinema Cagnottella di Cittadella del Capo

Nel 1942 a Cittadella del Capo (Bonifati) apriva il Cinema Cagnottella, una delle tante piccole e confortevoli sale di provincia di quei tempi, rimasto in attività fino al 2000. Giovanni Argirò, storico gestore della sala ora proprietario del mitico Cinema Sirenetta delle Terme Luigiane (che riesce ancora oggi a farci vivere l’intoccata atmosfera da ‘Cinema Paradiso’ del film di Tornatore) ricorda con entusiasmo le avventure dell’ormai chiuso storico cinematografo

Lo storico cinema a Cittadella del Capo

 

A chi apparteneva inizialmente la sala, visto che tu non eri ancora nato al momento dell’apertura?

A mio nonno, e poi a mio padre. E stata la prima sala aperta nella zona. Quando i miei avevano visto che mancava un cinema da queste parti hanno deciso di aprirlo. Lavoravano nel commercio, quindi le capivano queste cose. Dopo alcuni anni di ottima attività è stato chiuso. L’ho riaperto io alla fine degli anni ’70 dotando la sala della Stereofonia (sono stato il primo ad averla messa tra le sale del Tirreno Cosentino), delle poltrone e dell’aria condizionata. I primi tempi aveva una piccola galleria, che ho fatto demolire appositamente per alcuni problemi tecnici: passando dal vecchio al nuovo proiettore avevo rifatto la posizione delle finestrelle e mi accorgevo che la gente passando vicino avrebbe coperto l’immagine in proiezione

Che proiettore utilizzavi?

Un’eccellente Micro 20B della Microtecnica, negli ultimi anni l’ho sostituito con la Victoria 8 della Cinemeccanica, quest’ultima chiamata nel settore “la Rolls-Royce dei proiettori”. Quando ha chiuso la sua ditta, l’ingegnere Fedi è passato a quest’ultima azienda. Le macchine Cinemeccanica rispecchiavano gli stessi sistemi della Fedi. La differenza stava nel fatto che le lanterne dei proiettori più vecchi (anni ’50) erano abbastanza ingombranti. Con le nuove aziende il formato è stato ridotto, sia della lanterna che dello specchio. I nuovi proiettori erano di qualità superiore (soprattutto nella luminosità dell’immagine) nonostante le dimensioni ridotte rispetto al passato. La vecchia macchina utilizzata in sala negli anni ’50 era particolare: invece di avere le bobine di carico e scarico in verticale (forma classica) le aveva in orizzontale

Quante casse audio erano presenti nel cinema?

Negli ultimi tempi con la stereofonia nove, tre dietro lo schermo, sei in sala (tre per lato). Negli anni ’60 se ne usava soltanto una, sempre dietro lo schermo, con un ottimo amplificatore a valvole dal suono molto caldo. Con lo stereo c’è il Transistor, che emana una sonorità più precisa ma fredda

Quanto pagavi un film al giorno per proiettarlo?

Dipendeva dal film e dal distributore, i prezzi variavano dalle 150.000 alle 200.000 lire. Si lavorava con tantissime distribuzioni, dalla Titanus alla Cineriz, dalla Euro International alla Dear. Ovviamente c’erano tipologie di film che convenivano perché costavano poco. Ad esempio un film hard negli anni ’80 lo pagavo 25.000 lire e lo tenevo in cartellone quattro giornate

I film di maggiore successo al Cagnottella?

Tantissimi. Andavano per la maggiore le commedie e i polizieschi, anche i western molti anni prima. C’è anche da dire che la televisione non produceva chissà cosa di artistico, quindi la gente si sedeva comodamente al cinema. Fortunatamente non ho mai avuto un film talmente disastroso da non avermi fatto guadagnare neanche una lira

Sceglievi sempre i film giusti eh?

Certo! Per fare questo lavoro devi essere sempre aggiornato, dall’andamento degli incassi all’abbonarsi alle riviste specializzate. All’epoca consultavo tantissimo Ciak e Il Giornale dello Spettacolo. Le recensioni dei critici sui vari quotidiani le seguivo anche ma non andavo dietro alle loro opinioni. Andavo sempre dietro al mio istinto

Negli anni ’60 e ’70 potevi proiettare anche un film al giorno. Ora per forza una settimana…

Ma neanche, non c’era certo l’obbligo di tenere il film un tot di giornate. Potevi tenerli quanto potevi. Anche se neanche a quei tempi conveniva fare un film diverso ogni giorno. Poi avevano un prezzo fisso e ci perdevi. D’estate magari sì e l’ho fatto fino a qualche anno fa come ben sai. Ma a livello economico ormai non conviene più neanche nella stagione delle ferie…

La competizione con le sale delle cittadine limitrofe la sentivi?

No, anzi con Calandra, il proprietario del Cinema di Cetraro lavoravamo pure insieme per alcune faccende. Intanto utilizzavamo lo stesso proiettore, quindi avevamo intesa. Ricordo che nel 1977 avevo proiettato Gesù di Nazareth di Zeffirelli ed era stato un successo tale da doverlo tenere una settimana (e non tre giorni come avevo previsto). Quando ho smesso ho passato la copia a Calandra!

Come mai hai chiuso nel 2000?

Intanto avevo aperto già qui (al Cinema Sirenetta dove ora stiamo registrando la conversazione, ndr), che è una bella piazza turistica, per via delle Terme e di Guardia Piemontese marina. Il Cagnottella non è stato chiuso per mancanza di pubblico, semmai per una questione logistica. Anche se ci sono molti distributori che sostengono che Cittadella del Capo rimane un punto di afflusso turistico migliore. Lo posso confermare, tanti anni fa il movimento a Cittadella non mancava affatto. Infatti lo posso dire al Cagnottella c’era da lavorare e parecchio!

 

 

About Gianmarco Cilento

Avatar
Collaboratore freelance per testate giornalistiche e Scrittore, mi occupo di Critica Cinematografica e Musicale. La mia prima pubblicazione "Peppino di Capri e i suoi Rockers" (Graus, Napoli, 2018) è stata ampiamente apprezzata da pubblico e critica

Check Also

asmev calabria

Paola – «Aiutiamoli a casa loro». Asmev costruisce 2 centri dialisi in Eritrea

Con il rientro  dall’Eritrea del nefrologo Roberto Pititto, del tecnico di dialisi Francesco Zappone e …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: