Alla fine, malgrado il vento dei giorni scorsi e nonostante il freddo rimasto a girovagare tra le strade della città, il capodanno “collettivo” vissuto nella piazza di Paola è stato un momento positivo, di quelli utili ad iniziare il 2020 col buonumore.

Riuscire a creare un appuntamento capace di “accattivare” diverse generazioni in un colpo solo, è stata un’operazione che ha restituito l’immagine di una realtà comprensoriale che, da tempo, la città del Santo pareva aver perduto. Stanotte Paola è stata l’epicentro per tante comunità limitrofe, i cui abitanti – come i paolani stessi – sono stati per anni costretti ad estenuanti tour de force, per raggiungere lontani veglioni o feste di paese che spesso si concludevano con tragici bollettini sulle strade.

Vedere le automobili intasare le vie cittadine, fino ad arrivare quasi al “bisticcio” per un parcheggio vicino alla movida,  ha rappresentato comunque la certificazione di un gradimento che da tempo non veniva più accordato a questa porzione di tirreno cosentino.

Sapere che tanti studenti, generalmente protesi a vivere il capodanno nei pressi dell’Università, hanno potuto invitare amici e colleghi “a casa loro”, oltre che rinvigorire l’orgoglio dell’appartenenza, ha anche consentito un discreto giro d’affari per i locali cittadini.

Per una volta è parso che sotto l’arco di San Francesco si stesse respirando un’aria continentale, distante da quell’olezzo pre-risorgimentale che spesso appesta l’attualità.

Senza tumulti di alcuna tifoseria partitica, tante persone si sono ritrovate sorridenti per scambiarsi gli auguri nello spazio più popolare dell’intera città, a cavallo tra il centro storico e la via che porta a mare, dove è bastato un giro – anche a coloro che poi hanno scelto altre destinazioni – per incontrare tutti, ma proprio tutti, i visi da baciare almeno una volta per guancia.

Iniziata timidamente con le reazioni all’annuncio fatto su social network e giornali, la marcia di avvicinamento allo spettacolo di San Silvestro è cresciuta man mano che le previsioni meteo hanno scongiurato il peggio, arrivando a restituire una Piazza IV Novembre gremita quasi ai livelli di un concerto da Festa Patronale.

Benché fosse chiara la matrice “amministrativa” dell’allestimento, fortemente ricercato dall’assessore Marianna Saragò, con la collaborazione degli uffici comunali e del delegato alle finanze, Tonino Cassano, a prima vista è sembrato che la piazza non si sia curata della paternità politica dell’evento che, organizzato dai professionisti di “Studio 54 Network”, non ha tradito le aspettative.

Divertimento e sicurezza sono stati garantiti con discrezione dalle Forze dell’Ordine, che in ottemperanza alle più recenti direttive sullo svolgimento delle manifestazioni pubbliche, hanno vigilato sull’incontro che ha consentito ad un’intera collettività di riabbracciarsi in uno spazio che in altre occasioni era più che altro vissuto come un ring buono per le risse dei perdigiorno.

La strada tracciata con questo passo, soprattutto considerandola “pagata” coi soldi giusti e non più con fantasticherie da funamboli della contabilità, è senz’altro di buon auspicio per il buon nome ed il rilancio di Paola, intesa come Città di San Francesco, quindi “realtà accogliente”.

Paola – La Piazza “culla” il nuovo anno tra i brindisi di una bella moltitudine ultima modifica: 2020-01-01T19:31:13+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.