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Cetraro – Riaprire le indagini sul delitto Losardo, “questione morale” irrisolta

Una sera di inizio estate di 40 anni fa, la 126 azzurra di Giannino Losardo, segretario capo della Procura di Paola viene affiancata da una moto. Due killer aprono il fuoco: quattro colpi di lupara e uno di pistola. Non lasciano scampo all’ex sindaco e assessore in quota Pci del comune di Cetraro: non c’è nulla da fare. Giannino, ferito, esce dall’auto per tentare di salvarsi ma l’ultimo colpo di pistola gli costerà la vita. Lo soccorrono e lui, quando arriva all’ospedale di Paola, dice con estrema lucidità: «Tutta Cetraro sa chi mi ha sparato». Poche ore dopo morirà. Aveva 54 anni, una moglie e due figli.

Sul Marsili Notizie, qualche tempo fa, Raffaele Losardo – figlio di Giannino – ebbe a dichiarare che « «È quasi scontato dire che la figura di mio padre, inteso come capo della famiglia, è mancata a tutti quanti noi. La sua assenza quotidiana è un riverbero che si infrange su tutto ciò che sarebbe potuto essere e non è stato. La moglie, mia madre, i figli e finanche i nipoti, hanno avvertito ed avvertono questa situazione come uno sradicamento traumatico che ha viziato l’intero ciclo di vita di ognuno. Oggi, nonostante i tanti anni passati, ciò che rende ancor più vivido il dolore è la constatazione che il problema persiste, annegato in una questione morale non ancora risolta. Laddove la democrazia si misura in marketing elettorale e le differenze partitiche sono sfumate lungo il confine del consenso fine a se stesso, la battaglia per la legalità disperde le sue forze. L’unica certezza rimasta è l’interesse di Papa Francesco che, quasi a raccogliere il testimone lasciato da Enrico Berlinguer, ha fatto di questa tematica il cardine della sua ultima enciclica. Speriamo bene».

Oggi, a distanza di quattro decadi, il coordinamento “Antindrangheta Tirreno Cosentino in memoria di Martorelli/Losardo” – soprattutto in virtù della recente operazione che ha portato all’arresto degli “assaltatori” dei pescherecci – è intervenuto sulla vicenda, constatando che il territorio «si libererà dalla bestia ndranghetista soltanto quando lo Stato riaprirà le indagini sull’assassinio di Giannino Losardo».

Ad imporre questo tema all’attenzione dell’opinione pubblica, secondo l’organismo presieduto dall’On. Arturo Bova, «il recentissimo arresto dei pistoleri ‘ndranghetisti che hanno assaltato in acqua a Cetraro i pescatori di tonno, ed il rifiuto delle 52 famiglie di pesca sempre di Cetraro, a partecipare alle ripetute gare di appalto comunali per l’assegnazione della gestione della pescheria legale nel porto della cittadina di cui Giannino Losardo fu Sindaco».

Il fine della proposta è quella di portare «politicamente e giudiziariamente, alla più completa verità su quel biennio di sangue voluto dalla ‘ndrangheta. Poche premiazioni e concorsi, e molta concreta attività di ricerca tecnico-giudiziaria della verità e di lavoro dell’informazione».

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