Il Direttore Medico dello Spoke “Paola-Cetraro”, dottor Vincenzo Cesareo, sulla sua bacheca virtuale ha condiviso un resoconto relativo all’incontro che, stamane, ha visto coinvolti sindaci, consiglieri regionali e figure tecniche aziendali, tutti insieme partecipi ad una riunione presso gli uffici dell’Asp di Cosenza.
Secondo la versione fornita dal camice bianco, soddisfatto per le rassicurazioni ottenute sul fronte della riapertura del “centro nascite” presso il nosomio “Iannelli”, sarebbe opportuno ripristinare anche il reparto di Chirurgia nella medesima struttura, in quanto «il decreto 64/2016 (“Decreto Scura”, ndr) è irrealizzabile visto che le condizioni strutturali del P.O. di Paola, abbandonato a se stesso da decenni di incuria, sono in uno stato vergognoso».
«Ho sostenuto che il DEA non può essere allocato in quella struttura ospedaliera – ha proseguito il Direttore Medico – priva di idonee vie di accesso, senza elisoccorso, con sale operatorie non idonee per spazi, con ricircolo dell’aria poco funzionante e poste al V piano dove i pazienti possono essere accedere da un unico monta lettighe obsoleto e spesso non funzionante per cui trasportati “a spalla”, con una Radiologia angusta e senza via di fuga posta nel piano sotterraneo. Una struttura, quella paolana, che sussiste su una faglia sismica tanto da indurre la Commissione Barberi a definirla la struttura pubblica calabrese a più alto rischio sismico ed afflitta da una frana profonda che addirittura mette a rischio i locali del Pronto Soccorso».
Aver definito “vergognose” le condizioni del presidio paolano – a quanto pare – deve aver mandato su tutte le furie il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, il quale da anni (insieme alla sua amministrazione) sta operando per rendere la struttura cittadina sempre più idonea alla sua funzione, con interventi andati in porto su vari fronti, da quello “caldo” della frana che insisteva su un crinale della collinetta su cui la stessa è edificata, a quello dell’accessibilità, con nuove strade già inaugurate e vie d’ingresso e di uscita prossime ad essere aperte, compresa l’ipotesi di istiture un’area di sosta per l’elisoccorso.
Il primo cittadino paolano, sempre stante ciò che ha dichiarato Cesareo sulla sua bacheca “Facebook”, «ha detto, nella stessa riunione, che mi denuncerà alla Procura della Repubblica. Gli ho risposto che non aspetto altro, visto che avrei modo di difendermi con le ragioni suddette che certamente non mi sono inventato viste le tante relazioni dei NAS, della stessa ASP e della Commissione ministeriale inviata dal Ministero della salute. Anzi l’ho invitato a formulare querela, a non tirasi indietro, anche perchè chiederei alla procura della Repubblica di Salerno, competente territorialmente sui magistrati di Cosenza e provincia, di accertare come mai, nonostante ripetute e documentate denunce, la Procura paolana e quella cosentina non hanno inteso intervenire per i gravi problemi di carenza di sicurezza e non hanno tutelato pazienti ed operatori sanitari».
Dopo accuse tanto dirette, che gettano ombre finanche sull’operato della Magistratura inquirente delle Procure di Paola e Cosenza, il Direttore Medico dello Spoke ha condotto un affondo tutto da decifrare, che coinvolge argomenti trattati – con molto clamore – dalle cronache giudiziarie più recenti e che, nella sortita di Vincenzo Cesareo, sono state stigmatizzate al punto da esortare gli “uffici preposti” (forse proprio quelli della Procura) ad interessarsi «non solo di cartelloni pubblicitari e di improbabili voti di scambio con i collaboratori politici, ma che finalmente verifichino i veri voti di scambio come ad esempio nella finta riapertura dell’ospedale di Praia a Mare, dei lavori milionari affidati senza gare d’appalto, di transazioni milionarie che puzzano da lontano di tangenti, di incarichi sine regula etc etc. Beh aspetto fiducioso iniziative della magistratura».
Un’attesa che, almeno per quanto riguarda l’iniziativa annunciata dal sindaco di Paola, probabilmente non sarà molto lunga.
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