fred buscaglione

Buscaglione non vide mai ‘La dolce vita’ di Fellini (e forse avrebbe dovuto)

In tanti si saranno chiesti se Fred Buscaglione, il popolare cantautore torinese di fine anni cinquanta, avrà fatto in tempo a vedere La dolce vita, il capolavoro di Federico Fellini. La risposta è no.

http://adissmultiservice.it/

Ed ecco il perché. L’anteprima assoluta del film si è tenuta la sera del 3 febbraio 1960 al Cinema Fiamma di Roma a mo’ di “Grande Galà ad inviti”. Anche se quella sera, in quel cinema tutt’ora esistente non lontano da Via Veneto (luogo d’ambientazione della pellicola), un velo di malinconia avrà sicuramente preso il sopravvento su alcuni degli invitati alla première: la stessa mattina Buscaglione aveva perso la vita in un tragico incidente automobilistico ai Parioli. Aveva solo 38 anni.

E perché il cantante avrebbe sicuramente partecipato a quella proiezione se l’incidente non fosse mai avvenuto? Innanzitutto Fred era ormai da tempo uno degli emblemi della “dolce vita”. Non del film, di quella ispiratrice del capolavoro felliniani. Di quella vita notturna di Via Veneto, piena di night, di vizi e virtù idolatrata da una cultura giovanile di città ormai prossima al Boom. E Buscaglione era uno dei più assidui frequentatori di quel mondo notturno ancora occulto e ignorato da molti altri italiani e raffigurato nel film di Fellini con un’accezione decadente e quasi surrealista. Buscaglione era uno dei beniamini degli adolescenti del periodo che si divertivano a seguirlo attraverso i dischi e in televisione con il suo personaggio di simpatico “duro” stile gangster americano anni ’30, con il whisky, i bulli da sfidare e le macchine sulle quali caricare splendide bambole. Una carriera breve e intensa purtroppo stroncata all’apice della popolarità.

Ma ciò che collega ancor di più Fred con “La dolce vita” (sia quella di Via Veneto che il film) è una persona. Proprio Anita Ekberg. Durante il lungo periodo di riprese del film, avvenuto tra marzo e agosto 1959, pare che la giunonica attrice svedese sia stata vittima di una corte spietata da parte del cantautore, cosa da lui ironicamente narrata in una sua canzone, Che notte dove canta testualmente (mi son preso un’imbarcata per la bionda Platinè / pensa un po’ che in un’annata mi ha ridotto sul pavé). E la bionda Platinè non poteva che essere la bella Anita, in quel periodo impegnata, tra un corteggiamento e l’altro di Fred, a girare le scene di uno dei più celebri dell’intero cinema italiano, una su tutte quella del bagno nella Fontana di Trevi. E neanche a farlo apposta nello stesso periodo Buscaglione e la Ekberg si sarebbero trovati a recitare assieme in un divertente Carosello che inneggiava a bere birra.

Tutto ciò non può non farci pensare che Buscaglione non vedesse l’ora di vedere il film di Fellini, anche per il puro piacere di divertirsi delle avventure della sua Anita tra i paparazzi, i meandri di Roma, e le avances di Mastroianni. Purtroppo il destino non gliene ha dato il tempo.

Solo quattordici ore hanno infatti separato la morte di Fred dalla primissima proiezione de La dolce vita, nel quale Buscaglione stesso avrebbe potuto benissimo essere presente, visto il suo forte legame con la Ekberg e Via Veneto in generale. La stessa Ekberg, presente alla prima quella sera, non può non aver avuto un attimo di commossa distrazione pensando a quel drammatico incidente nel quale un simpaticissimo artista che la aveva ammirata con tutto sé stesso aveva perduto la vita.

Certo. Fred avrebbe dovuto prendere parte al film. Magari una piccola e ironica particina durante la scena della festa (che precede quella del bagno nella fontana), nella quale si sarebbe messo a cantare qualche brano americano immortalandosi come intrattenitore di quel mondo inteso da Fellini come spettacolo. E invece dobbiamo accontentarci di una fugace comparsata di un Celentano giovanissimo e agli esordi con la sua esibizione di Ready Teddy di Little Richard, sicuramente meno buffa di una qualsiasi boutade che il “dritto” Buscaglione avrebbe potuto regalarci. Come ci saremmo divertiti a sentigli dire in quella scena rivolto a Mastroianni “forse non hai capito che le bambole vengono sempre da me, la bionda me la prendo io, e tu vai al tuo posto!”.

About Gianmarco Cilento

Collaboratore freelance per testate giornalistiche e Scrittore, mi occupo di Critica Cinematografica e Musicale. La mia prima pubblicazione "Peppino di Capri e i suoi Rockers" (Graus, Napoli, 2018) è stata ampiamente apprezzata da pubblico e critica

Check Also

marateale

Terra di Siena 2020, premiato il direttore di Marateale Nicola Timpone

Grande successo per il Terra di Siena International Film Festival, kermesse giunta alla ventiquattresima edizione. …

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: