paola iv maggio

Paola – «Fare chiarezza e collaborare per l’uso dei fondi per il IV Maggio»

Nota diramata dal movimento politico-culturale “Rete dei Beni Comuni”, rappresentato in Consiglio Comunale dalla dott.ssa Giuliana Cassano.

Sappiate che se ci nascondiamo al mondo – attraverso operazioni di facciata – non ci possiamo nascondere davanti a Dio. Le operazioni di facciata – quali che ne siano i protagonisti – sono quelle che servono a nascondere il disinteresse per i poveri ed il disprezzo per la verità e sono quelle che servono a coprire il proprio tornaconto, coltivato a spese del bene comune e dei bisogni degli ultimi”. Con queste parole il 3 maggio del 2013, l’emissario papale accoglieva la sacra reliquia del mantello di San Francesco nell’affollata Piazza IV Novembre di Paola.

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Parole forti, quasi profetiche che, prendendo spunto da una frase del Santo, hanno saputo cogliere la vera essenza del nostro tempo.

Pur accogliendo con favore la proposta di destinare il contributo di 50.000 euro previsto dalla L.R. n. 31 del 26.07.2012 a favore del Comune di Paola per fronteggiare l’emergenza sociale prodotta dalla pandemia, sarebbe opportuno che questa somma venisse erogata, per il tramite dell’ente, direttamente alle associazioni di volontariato che da mesi lavorano sul territorio per colmare disagi e lenire la già difficile situazione.

Per quanto concerne il contributo è necessario però chiarire ai cittadini, senza intenti polemici, come stanno realmente le cose.

Da tre anni il Comune sostiene di aspettare un finanziamento che nessuno gli ha mai concesso o, meglio, riconosciuto.

La Regione non è in debito con il Comune di Paola.

Non lo era Mario Oliverio e non lo è oggi Jole Santelli.

Ma cerchiamo di fare chiarezza riportandoci semplicemente alla legge regionale n. 31 del 2012 in base alla quale la Regione ha inteso istituzionalizzare la festa di San Francesco, prevedendo la nomina – con decreto del Presidente della Giunta Regionale – di un Comitato per le celebrazioni col compito specifico di definire “i criteri generali e le modalità di presentazione delle iniziative e di erogazione, esecuzione e rendicontazione dei progetti approvati”.

Il Comitato è composto dal Presidente della Giunta della Regione Calabria, dal Padre provinciale dei Minimi (che assume le vesti di Presidente del Comitato), dal Sindaco del Comune di Paola, da un rappresentante della Regione Calabria (nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale e che assume le vesti di Vice Presidente del Comitato) e dai Presidenti delle Province di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Compito del Comune di Paola è quello di individuare entro 60 giorni una sede adeguata per il Comitato e curare la rendicontazione del contributo di 50.000 euro assegnatogli, non per le iniziative decise in solitaria dal Comune stesso, bensì per il finanziamento del programma complessivo delle manifestazioni celebrative promosse dall’intero Comitato come sopra istituito.

È chiaro che in assenza del decreto di nomina del Comitato nessuna somma annuale può essere erogata.

Infatti si tratta di un contributo vincolato alla realizzazione degli eventi previsti dall’organismo sovraregionale.

È stato grazie a questa legge che in occasione del VI Centenario della nascita di San Francesco, con l’aggiunta di un  contributo straordinario vista la portata dell’evento (art. 4 comma 2 della L.R.), è stato possibile finanziare la realizzazione delle due nuove biblioteche del Santuario di Paola, il gran Concerto tenutosi nel piazzale antistante la nuova Basilica ed altre iniziative di cui ancora oggi ricordiamo l’enorme valore culturale e l’importanza nella riscoperta del primo Santo europeo, Francesco di Paola.

Abbiamo ritenuto opportuno intervenire sulla vicenda per informare e per raccogliere l’invito che in tanti ci hanno rivolto per fare chiarezza.

Siamo certi che il Comune di Paola riuscirà a trovare forme di collaborazioni più efficaci con la Regione, evitando le strumentalizzazioni alle quali abbiamo assistito in questi anni.

Siamo convinti che si raccolgono risultati migliori con il dialogo costruttivo e non con le proposte slogan le quali, per quanta visibilità possono concedere nell’immediato, nel lungo periodo producono solo danni alla collettività.

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