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Questione Sanità, lo Smi “sbotta”: «Gli Eroi hanno perso il loro fascino»

È tale e tanta la pressione, l’ansia ma anche il dovere di aggiornamento professionale che durante il poco tempo libero dal lavoro si continua a leggere: dichiarazioni di esperti, comunicazioni della Protezione Civile, statistiche e, purtroppo, tante dichiarazioni di politici.

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C’è stato il tempo degli Eroi, quelli che a “sprezzo del pericolo” e per tener fede a un “Giuramento” non si sono tirati indietro e molti di essi hanno pagato a caro prezzo l’abnegazione dimostrata in un momento di grande emergenza sanitaria.

Quegli Eroi, in ospedale e sul territorio, sono stati mandati allo sbaraglio, a combattere una guerra senza protezioni e senza armi. Spesso, nella fase iniziale della pandemia, hanno dovuto sperimentare dei protocolli terapeutici per evitare di sovraccaricare con nuovi ricoveri la già problematica situazione nosocomiale. Mai Regione Lombardia è venuta in loro soccorso!

Quegli Eroi sono diventati, in quella fase così drammatica, il volto presentabile dell’Italia. Dell’Italia che di fronte alle difficoltà fa emergere le qualità, la passione, la responsabilità.

Responsabilità è, però, un termine che può assumere due accezioni diverse, opposte oserei dire. Che spesso vengono utilizzate per esaltare nobilitare o, per contro, umiliare avvilire. E ciò che più infastidisce è che l’accezione positiva o negativa venga usata magari dalle stesse persone a seconda dell’interesse del momento.

Quegli Eroi, infatti, così lodati e così esaltati da Presidente e Assessore al welfare di Regione Lombardia, nel momento in cui hanno osato protestare per una evidente insufficienza dimostrata nella gestione della pandemia sono di colpo diventati bersaglio di accuse insulse.

La colpa è di aver denunciato l’incapacità di reperire e fornire i dispositivi di protezione; è di aver denunciato quel senso di abbandono in cui i medici sono stati lasciati; di aver denunciato la mancanza di strategie che in altre regioni hanno ben funzionato e permesso di circoscrivere il contagio; è di aver denunciato, insieme a tanti altri, la colpevole volontà politica, tutta lombarda, di aver sottratto finanziamenti alla Sanità Pubblica per favorire quella Privata, convenzionandola; di avere premeditatamente demolito la Medicina del Territorio perché secondo Gallera e Giorgetti “ i Medici di famiglia non servono a niente, potrebbero sparire anche domani”. È diventato un mantra per convincere se stessi e il popolo che la figura del MMG è superata e inutile. Molto meglio affidare la cura dei pazienti cronici a gestori privati.

Quegli Eroi, secondo costoro, sono ora tacciati di essere corresponsabili della diffusione del contagio e del conseguente danno derivatone. Ad esempio il direttore generale della ATS di Bergamo vorrebbe dimostrare, affidandone il compito ad un legale, eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza e le modalità di gestione sul territorio da parte dei MMG con particolare riferimento alla disponibilità e utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

Quegli Eroi, che in pochi mesi hanno perso molti colleghi e la cui rabbia cova sotto i camici bianchi, che urlano a gran voce che il Sistema Sanitario è malato e non può più sopportare tagli, che hanno chiesto insistentemente e invano di essere sottoposti ai test per non essere a loro volta veicolo di contagio; quegli Eroi, colpevoli di aver palesato il disastro organizzativo, hanno ormai perso il loro fascino.

Lorenzo Pati

Segretario Provinciale Sindacato Medici Italiani – Pavia

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