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Paola: A 40 anni dall’assassinio di Giannino Losardo la Città non dimentica

Nella ricorrenza dei 40 anni dalla tragica morte di Giovanni Losardo – segretario capo della Procura di Paola ed amministratore del Comune di Cetraro – ferito fatalmente da killer della ‘ndrangheta mentre stava rincasando dopo aver preso parte ad una seduta del civico consesso, il ricordo della sua persona, legata indissolubilmente alla lotta contro la criminalità organizzata, torna d’attualità grazie a diverse iniziative.

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Malgrado gli anni trascorsi da quella drammatica sera del 21 Giugno 1980, cui seguirono ore di agonia culminate nel triste epilogo del giorno successivo, nessun colpevole è stato consegnato alla giustizia, nessun responsabile è stato giuridicamente individuato per dare un senso alle ultime parole che il militante comunista confidò ad un maresciallo dei Carabinieri, al quale si rivolse dicendo: «Tutta Cetraro sa chi mi ha sparato».

In queste quattro decadi di silenzi, spezzati ciclicamente dalle commemorazioni della società civile, delle associazioni antimafia e delle istituzioni, il ricordo di Giannino Losardo è stato ravvivato nell’azione a contrasto del fenomeno mafioso, condotta in sordina da coloro che sul territorio rappresentano lo Stato.

Nel verso di una memoria che non sia soltanto il mero richiamo di un’immagine, il sindaco di Paola – Roberto Perrotta – ha voluto rimarcare la necessità di riattualizzare l’opera dell’uomo, del lavoratore e dell’amministratore che Losardo ha incarnato, tributando alla sua figura lo status di esempio per tutti.

«L’anniversario di un delitto non è mai un’occasione che si affronta di buon grado – ha chiosato il primo cittadino paolano – perché è comunque la riproposizione di una sconfitta, in questo caso aggravata dalla mancanza di responsabili. Tuttavia, considerando la scia che in questi quarant’anni si è allargata dietro a questa dolorosa vicenda, è spontaneo avvertire una sensazione di conforto, maturata nel valore dell’esempio tramandato ai posteri, alle generazioni di calabresi che hanno potuto toccare con mano la valenza di un sacrificio così grande da restare impresso come fosse un attimo presente. La vitalità di un ideale si concretizza nell’azione e la presenza di Giannino Losardo si sente ogni giorno in quella di chi contrasta, disinteressatamente, la sorda ingordigia dei predatori del nostro territorio, di coloro che nel torbido curano interessi occulti e deviati, dei mafiosi che continuamente tentano di occupare lo spazio collettivo e il tempo di noi tutti. Giannino Losardo – ha concluso Roberto Perrotta – è memoria che ispira condotta, nel segno dell’abnegazione e della rettitudine di cui questo territorio ha bisogno».

Chi ruba il nostro tempo si impadronisce del nostro futuro, occorre tenere viva la memoria per non consentire l’assassinio della speranza.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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