tonino maiorano

Paola: 16 anni fa la “mafia bastarda” uccideva l’innocente Tonino Maiorano

Era una mattina come quella odierna quella in cui, 16 anni fa, Tonino Maiorano – operaio idraulico forestale, incensurato, sposato e padre di due figli – veniva freddato, senza coscienza, da killer ingaggiati da una locale consorteria mafiosa, in faida coi reggenti di un clan rivale per il controllo criminale del territorio.

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Vittima innocente dei colpi esplosi da chi, ignorante anche dell’ambito malavitoso, lo ha scambiato per il capobastone Giuliano Serpa, esponente di spicco dell’omonima cosca che, all’epoca, imperversava sul fazzoletto di terra compreso tra il mare e la montagna paolana, condizionando – insieme agli affiliati dell’organizzazione avversaria – ogni attività.

Una morte, quella di Tonino Maiorano, che ha scosso profondamente la comunità che vive alle pendici del Santuario, malgrado i depistaggi – denunciati dal PM Facciolla durante la sua requisitoria e in altri incontri pubblici – tentati da una stampa che addirittura arrivò a paventare l’ipotesi del delitto passionale e nonostante la paura, serpeggiante, suscitata dai loschi personaggi immediatamente percepiti come coinvolti nell’omicidio.

Paola si è da subito stretta attorno al suo “caduto”, morto in una guerra opaca e non dichiarata, consumato da una ruggine che il giudice Eugenio Facciolla – vero e proprio “distruttore” delle colonne criminali cittadine – nel corso del processo passato alla storia come “Tela del Ragno”, definì: «bastarda»; perché incapace di dotarsi di quel minuscolo apparato di “regole” che, invece, vengono rispettate laddove la mafiosità è vissuta in maniera culturalmente diversa rispetto a questa fascia settentrionale di Calabria.

Una mafia, però, sempre pronta a rialzare la testa, sfruttando ogni elemento a sua disposizione, compreso il raffreddamento dell’emotività, a volte causato dall’oblio che circonda le cose lontane nel tempo.

Per questa ragione è importante tenere alta la guardia, celebrando il ricordo con ogni iniziativa, come la “Giornata della Memoria e dell’Impegno”, organizzata proprio oggi a Paola, per far si che la fiammella accesa da una reazione di 16 anni fa, possa sempre divampare in un incendio purificatore, capace di cancellare ogni traccia del malaffare e del sopruso.

Come ebbe a dire nel 2017 l’allora vicesindaco Antonio Cassano,  «Tonino Maiorano non era al posto sbagliato nel momento sbagliato. Perché quello in cui si trovava era il SUO posto di lavoro. Era al posto giusto al momento giusto»; lo stesso posto in cui ogni cittadino si trova quando vive nella normalità.

In questa data così importante, come già avvenuto in occasione di altre ricorrenze, di seguito si propone una parte della requisitoria con cui il PM Eugenio Facciolla s’avviò a concludere, per parte dell’accusa, il processo che ha aiutato a fare chiarezza su 7 omicidi e che, in primo grado, ha portato a 9 ergastoli.

«Il problema non è il delitto ma la spavalderia, la tracotanza e la totale indifferenza rispetto ai rapporti sociali del territorio. Era il 2000 e le persone venivano prelevate e “fatte scomparire”» e non si esitava ad usare l’esplosivo anche in contesti entro i quali ci sarebbe potuta essere la perdita di molte vite innocenti. Anche se il passaggio più duro Facciolla lo ha riservato agli stessi imputati, «personalità che mancano di ogni forma di rispetto della vita umana, dell’altrui persona, prive di quel minimo che ci consente di dire che, al loro cospetto, siamo in presenza di esseri umani».

Il primo appuntamento odierno è alle ore 11.00, presso lo stadio comunale “E. Tarsitano” (luogo del delitto Maiorano), mentre stasera – a partire dalle ore 19.00, presso il Teatro “Ganeri” di Largo 7 Canali – si terrà una messa cui seguiranno interventi istituzionali e delle associazioni.

Per non dimenticare Tonino Maiorano e, insieme a lui, tutte le vittime innocenti falcidiate su questo territorio dalla mafia: Salvatore Altimari, Francesco Bruno, Nicola Campolongo, Mario Cilento, Fazio Cirolla, Sergio Cosmai, Catello De Judicibus, Mario Dodaro, Lucio Ferrami, Luigi Gravina, Mario Lattuca, Giannino Losardo, Pompeo Brusco, Pompeo Panaro, Silvio Sesti, Roberta Lanzino, Alessandro Bozzo, cui va aggiunta una “richiesta di verità e giustizia” per Denis Bergamini e Giuseppe Passarelli.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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