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Claudio Cordova (Il Dispaccio) insignito del riconoscimento anti’ndrangheta

“Fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria “Il Dispaccio” con coraggio e dedizione al giornalismo ha investigato e denunciato la mafia più potente del mondo denominata ndrangheta. Oggi, con le sue inchieste che porta avanti con determinazione, audacia e libertà intellettuale, lo portano ad essere la parte più bella e pulita della Calabria”. Con queste motivazioni il giornalista Claudio Cordova ha ricevuto, a Roma, il Massimo Riconoscimento dell’Istituto Nazionale Azzurro, unione umanitaria operante in territorio nazionale ed internazionale, che persegue finalità culturali, di studio, di ricerca e di solidarietà favorendo ed incentivando, il dialogo e lo scambio interculturale e interreligioso tra i popoli.

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La cerimonia di premiazione, che è coincisa con l’inaugurazione dell’anno sociale dell’Istituto Nazionale Azzurro, si è svolta presso Villa Palestro a Roma. A introdurre e a condurre l’evento, il presidente dell’Istituto Nazionale Azzurro, il cavaliere Lorenzo Festicini, che, prima della cerimonia, ha ceduto il microfono al Cardinale Giovanni Battista Re, che ha tenuto una lectio magistralis su “La forza del dialogo di Paolo Sesto”.

E proprio sull’importanza della comunicazione, della chiarezza, della fiducia e della verità si è incentrato l’intervento di Cordova. La sua attività quotidiana, è culminata con la pubblicazione di “Gotha – il legame indicibile tra ‘Ndrangheta, massoneria e servizi deviati”, libro-inchiesta che indaga sul coinvolgimento della criminalità organizzata calabrese in alcuni dei misteri irrisolti d’Italia, che si avvale della prestigiosa prefazione del procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho.

Tra i premiati, anche il generale dell’Aeronautica Militare, Domenico Abbenante, per il suo fondamentale impegno, soprattutto nei mesi più duri della pandemia da Coronavirus, il Generale di Brigata dell’Esercito Italiano, Francesco Maria Ceravolo, che ha servito lo Stato anche in territori stranieri interessati dalle guerre, nonché il questore Luigi Carnevale, capo dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza del Vaticano, per il suo ruolo fondamentale nella sicurezza di Papa Francesco. Toccante la testimonianza di Valeria Favorito, che ha lottato e vinto contro la leucemia, anche grazie al dono di Fabrizio Frizzi, e che oggi si impegna, soprattutto con i più giovani, per sensibilizzare alla donazione.

“Non mi sento, né voglio essere definito, un giornalista antimafia. Sono un giornalista, punto. Il nostro è un ruolo delicato, per questo è importante essere credibili, ricercare sempre la verità. I lettori apprezzeranno sempre la chiarezza e l’onestà intellettuale: il rapporto tra giornalista e lettore deve essere necessariamente basato sulla fiducia”. Nel proprio intervento, Cordova ha raccontato delle difficoltà che si affrontano svolgendo l’attività giornalistica in Calabria: “Un territorio difficile, dove è importante svolgere un’opera di giornalismo sociale, per permettere ai cittadini di conoscere più cose possibili ed essere, quindi, maggiormente pronti a fare scelte giuste, per se stessi e per la comunità”.

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