Paola – Primo esborso notevole dagli 8,5 mln di € “concessi” dal Ministero

Chi non ricorda l’alluvione che nel 2010 stravolse la tranquillità della città di Paola?

Era martedì 19 ottobre e il cielo sulla città del Santo pesava carico di pioggia, per le strade nessuno s’avventurava in cerca di uno scatto sensazionale e i pochi che giravano tra le vie del centro, dovevano farlo tenendosi ai corrimano.

Bombe d’acqua a raffica, mare agitato, vento e cupi rimbombi di tuoni. Sabbia su tutto il lungomare, panchine sballottate fino alla ferrovia, acqua nei sottoscala e nelle cantine, negozi allagati, centri commerciali sommersi, torrenti esondati in ogni dove.

Danni dappertutto e soldi da trovare per ripristinare la normalità.

A quel tempo, facendo le dovute proporzioni, si mise in moto una macchina di imponenti dimensioni, perché è servito l’apporto di tutte le forze “costruttive” del territorio per rimettere in sesto le cose.

A distanza di dieci anni, come fosse un incubo senza fine, gli strascichi di tutto quel movimento (soprattutto “movimento terra”), stanno ancora appesantendo l’attualità amministrativa del Comune, così come dimostra la delibera di giunta n.134 dello scorso 24 settembre.

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Nella ricostruzione formulata dall’esecutivo guidato dal sindaco Roberto Perrotta, per quanto concerne i lavori  di sistemazione e messa in sicurezza dei torrenti Regina, Arenaccio e Paraspò, il Comune ha liquidato in favore della ditta Mira un compenso pari a € 128.853,60 oltre IVA (pari ad € 154.623,60), provvedendo successivamente a versare acconti per complessivi € 30.000,00; in ragione dell’asserito parziale inadempimento del Comune per il suddetto incarico e per altri, la ditta Mira ha proposto ricorso presso Tribunale di Paola, ottenendo un decreto ingiuntivo per € 124.623,00 oltre interessi legali dalla data della domanda monitoria al saldo, oltre spese legali quantificate in € 338,00 per spese vive nonché € 1.700,00 per compensi oltre iva e epa e spese generali, accessori di legge; il decreto ingiuntivo, notificato in data 08.07.2013, non è stato opposto ed è stato dichiarato esecutivo in data 21.10.2013.

Il credito è stato insinuato nella massa passiva del dissesto finanziario dichiarato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 33 del 29.10.2012, ma non è stato riconosciuto da parte dell’Organismo Straordinario di Liquidazione , né escluso; in data 30.04.2019 la ditta Mira ha notificato al Comune atto di precetto per complessivi € 132.874,19, oltre interessi maturandi dal 30.04.2019, oltre successive occorrende; in data 03.06.2019 la ditta Mira ha notificato al Comune atto di pignoramento presso terzi per complessivi € 199.311,285 eseguito presso il tesoriere, BPER Banca s.p.a., filiale di Paola, nonché presso Poste Italiane s.p.a., filiale di Paola; avverso tale azione esecutiva, il Comune ha spiegato opposizione, ottenendo  l’estinzione della procedura nei confronti di Poste Italiane e la sospensione dell’esecuzione nei confronti di BPER Banca con condanna della ditta Mira alle spese del giudizio , quantificate in euro 1.788,00 oltre rimborso forfettario e accessori di legge. Successivamente la ditta Mira ha ceduto al Sig. Marco Fontana parte del credito vantato nei confronti del Comune, ammontante a € 100.000,00 verso un compenso di € 90.000,00. La ditta Mira rimane dunque creditrice, nei confronti del Comune, del residuo di cui ha mantenuto la titolarità, ossia € 24.623,00 oltre interessi, nonché delle spese legali liquidate per la fase monitoria, pari ad € 338,00 per spese vive nonché € 1.700,00 per compensi oltre iva e epa e spese generali, per un totale di euro 27.441,50 oltre interessi. Il sig. Fontana si dichiara disponibile a ritenere tacitata ogni propria ragione a fronte del pagamento da parte del Comune della complessiva somma di € 103.000,00, pari al credito acquistato da Mira più le spese notarili da lui integralmente sostenute.

Ricapitolando brevemente:  il 22 settembre 2020 la cessione di credito è stata riconosciuta dall’ufficio tecnico, il 24 dello stesso mese c’è stata la transazione di giunta e l’altro ieri il bonifico. Inutile farsi domande né si saprebbe a chi rivolgerle, poiché non c’è un ufficio o un assessore proponente, non si capisce chi abbia portato a termine tale transazione così velocemente (c’è solo traccia di proposte fatte a maggio 2020 con Mira). Soprattutto, non si capisce perché il visto è stato concesso dall’Ufficio Tecnico per un debito fuori bilancio in  contenzioso (che ancora non si sa se sia stato davvero affidato alla Polizia Municipale).

In definitiva: l’amministrazione comunale ha deliberato che le somme da utilizzare per porre fine a questa situazione, graveranno sugli appositi fondi trasferiti dall’OSL (che non aveva riconosciuto il debito) al Comune di Paola alla chiusura del dissesto finanziario e vincolate al pagamento dei debiti del dissesto.

Debiti non riconosciuti (anche se non esclusi) pagati coi soldi da utilizzare per estinguere le pendenze riconosciute. Chissà, forse basta questo cavillo lessicale per rendere efficace l’azione che la giunta ha deciso di assumere. Ai posteri l’ardua sentenza (per il momento il Comune, quindi i paolani, mette mano al gruzzoletto ottenuto per “sofferta” concessione del Ministero).

About Vincenzo Marino

Vincenzo Marino
Italiano d'origine, irlandese di adozione, giramondo e narratore per scelta. Coltivo diversi interessi e presto molta attenzione a ciò che accade a casa mia, tra le pareti del mondo che condividiamo tutti.

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