Dopo la mobilia, ora la Bettelini chiede il “prestito” di medici da Paola a S. Giovanni in Fiore

La dottoressa Simonetta Cinzia Bettelini, Commissario dell’Asp di Cosenza, continua a dare prova di una modalità gestionale improntata sul “tamponamento”, quindi non sulla risoluzione della grave emergenza sanitaria che attraversa il territorio più vasto tra le province calabresi.

In buona sostanza la dirigente, anziché trovare risorse all’esterno dell’Azienda stessa, sta cercando di intervenire sulle criticità, endemiche al sistema ospedaliero locale, mediante una procedura simile a quella di coloro che cercano ristoro con una coperta troppo corta che, laddove viene stiracchiata per coprire una parte, ne lascia scoperta un’altra.

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Fin quando questo metodo è stato utilizzato con mobilia e suppellettili, la questione s’è potuta affrontare grazie al buon senso, ma ora si è passati ad uno step che prevede la mobilitazione di personale che da una struttura dovrà essere dislocata altrove.

Nella fattispecie la questione riguarda (ancora una volta) l’Ospedale “San Francesco di Paola”, dotato di reparti d’eccellenza tra i quali uno, in particolare, sta ottenendo ottimi risultati in termini di performances e soddisfazione dell’utenza.

Diretta dalla Dottoressa Maria Teresa Manes, l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia è il fiore all’occhiello di un’offerta sanitaria giunta a livelli pregevolezza riconosciuti finanche oltre i confini regionali, con pazienti curati con le più innovative tecniche scientifiche, tra le quali anche quelle sperimentali.

Ebbene, secondo quanto disposto dalla dottoressa Bettelini, pare proprio che sarà questo il reparto a doversi sottoporre ad uno stressante sacrificio, consistente nella messa a disposizione di personale utile a coprire la voragine apertasi nel nosocomio di San Giovanni in Fiore, dove – secondo il Commissario Asp cosentino – sussiste il rischio dell’interruzione di pubblico servizio, determinata dalla carenza strutturale di dirigenti medici.

Per questa ragione la Bettelini ha chiesto al dottore Vincenzo Cesareo, Direttore Sanitario dello Spoke Paola/Cetraro, di intervenire sulla sua collega Cardiologa, sollecitandone l’intervento affinché individui figure da “prestare” all’Ospedale di San Giovanni in Fiore per la giornata di Domenica 29.11.2020 (con inizio 08.00 e fino alle ore 08.00 del giorno di Lunedì 30.11.2020).

Una spoliazione bella e buona, alla quale la Dottoressa Manes ha opposto una serie di motivazioni funzionali ad evitarla, tra le quali quella relativa alle conseguenze che potrebbero generarsi nel reparto paolano, in termini di gravi disservizi all’utenza, esposta a rischi di sicurezza e tutela dei pazienti con patologie cardiovascolari anche urgenti. A Paola, il Dirigente cardiologo è l’unica figura professionale preposta alla cura di tali patologie e la sua professionalità non è interscambiabile con altri professionisti. Tra l’altro i suddetti professionisti cardiologi non hanno competenze nella cura di patologie di area medica (es: ictus, cirrosi, diabete scompensato) per cui metterebbero a rischio la stessa salute dei pazienti ivi ricoverati, con conseguenze medico-legali. Un parere al quale si è immediatamente allineato il sindaco della Città del Santo, Roberto Perrotta, che ha proposto alla Bettelini la medesima sequela di ragioni contro il provvedimento assunto, evidenziando l’aspetto deleterio della disposizione emanata negli stessi termini della Dottoressa Manes.

Privare Paola degli elementi che rendono “unica” l’offerta sanitaria del nosocomio, sebbene per un tempo limitato e funzionale a prestare aiuto ad altre realtà, alla luce delle tante assunzioni proclamate da più parti (soprattutto governative) riguardo il personale da destinare alle attività mediche, infermieristiche e amministrative, appare come una vera e propria contraddizione, soprattutto perché il Reparto che ne subirebbe le conseguenze è uno dei più affidabili dell’intero comprensorio.

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