Falconara Alb. – Il fragore del vento copre quello della frana sotto la cava

Attraversando la strada che collega i borghi di San Lucido e Falconara Albanese, a due passi dal confine tra i due comuni ma in territorio arbëreshë, un movimento franoso di grosse proporzioni continua a rappresentare un pericolo non di poco conto per la popolazione.

Nonostante le due municipalità siano accomunate dallo stesso professionista al timone dei rispettivi Uffici Tecnici, che opera per entrambi gli enti che – a quanto pare – godono di buoni rapporti di “vicinato” (col neosindaco sanlucidano che è molto vicino al gruppo che ha una grossa partecipazione nel sito di estrazione inerti posto “dentro” la montagna falconarese), lo smottamento in corso lungo il crinale che sovrasta la via d’accesso al paese di lingua albanese continua imperterrito il suo corso.

A parte un provvisorio segnale di “restringimento carreggiata” installato nei pressi del punto in cui la terra ha invaso più pericolosamente la strada, nessun altro tipo di intervento sembra essere stato posto in essere.

In assenza di barriere di contenimento, ogni giorno sull’asfalto si registrano nuove invasioni di ghiaia e pietrisco, divenute più vigorose ora che il maltempo autunnale ha preso ad aumentare d’intensità.

Nella giornata di ieri un nuovo piccolo cedimento è andato ad incrementare il volume dell’ostacolo, consentendo a malapena il passaggio di un solo veicolo per volta. Fortunatamente la “zona rossa” regionale e i lockdown locali, impongono uno stile di vita privo di spostamenti, altrimenti – con l’alto tasso di traffico che la strada smaltisce in condizioni di normalità – il rischio per la popolazione e per gli automobilisti sarebbe molto elevato.

Soffermandosi a guardare ciò che sta accadendo lungo quella porzione di territorio, è impossibile non fare caso al posizionamento degli alberi lungo il pendio, letteralmente “messi di traverso” rispetto al normale andamento di ogni vegetale. Fusti obliqui e rami protesi in maniera innaturale, sintomo del fatto che la terra in cui sono radicati sta lentamente scivolando verso valle.

Sebbene sussistano diverse e suggestive teorie riguardo i motivi che hanno generato questo fenomeno, molte delle quali convergenti nell’attività di estrazione inerti operate nella zona, al momento non esiste alcuna presa di posizione ufficiale da parte delle istituzioni, coi comuni di Falconara Albanese e San Lucido che non sembrano interessati dalla questione.

Eppure quella era la principale via di comunicazione tra le due realtà, attraversata ogni giorno da diverse corse di autobus, macchine e mezzi pesanti, tanti dei quali ora preferiscono accedere al paese arbëreshë passando dall’angusta strada che sale dalla frazione di Torremezzo.

Un mistero che si lega a un disservizio notevole, sul quale – nonostante lo stesso professionista sia  a capo degli UTC delle due realtà attraversate dalla strada – vige una coltre di silenzio imbarazzante. La speranza è prossimamente possa conoscersi una presa di posizione “ufficiale” in merito, per capire quanto di questa “calamità” sia ascrivibile all’attività naturale e a quella umana.

Le condizioni della strada e gli alberi “obliqui” nei pressi del movimento franoso

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