Paola – Servizio idrico “deficiente”: il comune spiega come Cotticelli e si fa scudo con un lutto

Dal dizionario Treccani – deficiènte agg. e s. m. e f. [dal lat. deficiensentis, part. pres. di deficĕre «mancare»]. – 1. agg. Che viene meno; mancante o anche insufficiente al bisogno: supplire alle forze deficienti.

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Dopo la gaffe dell’ordinanza “fuorviante”, dal comune di Paola hanno tentato l’impossibile per giustificare un disposto amministrativo andato di traverso a gran parte della cittadinanza.

Dalle parti del Sant’Agostino, un dirigente settoriale afferente all’Ufficio Tecnico, s’è preso la briga di rispondere su Facebook ai commenti di coloro che, sorpresi dall’eliminazione del post con cui s’è annunciata la presa di posizione dell’amministrazione (che ha comportato la scomparsa dei commenti degli utenti), hanno testimoniato a gran voce la propria contrarietà rispetto alla decisione assunta in merito alla “Limitazione del servizio di erogazione dell’acqua potabile nelle ore notturne”.

Nella fattispecie, il tecnico in questione, ha replicato a coloro che chiedevano spiegazioni riguardo l’importante puntualizzazione apparsa sulla pagina istituzionale aperta dal comune sul social network, con queste parole: «Ribadisco, che nessuna sospensione del servizio idrico è previsto, l’ordinanza è vigente per Ecotec se necessario a compensare gli squilibri dei serbatoi periferici, nessun mistero e nessun disservizo per i cittadini, lo ribadisco nuovamente. Poi se si vuole continuare a fare polemica sterile e faziosa fatelo pure… Oggi è un triste giorno per la nostra comunità che piange un ragazzo volato in cielo, almeno oggi proviamoci…».

Cosa c’entri la prematura scomparsa di un cittadino coi disagi avvertiti nell’erogazione del servizio idrico, è un collegamento logico che l’autore del commento farebbe bene a precisare, perché posta la questione nei termini adoperati, sembra soltanto il goffo tentativo di chiedere tolleranza in virtù di un lutto. Una strumentalizzazione  incomprensibile e per certi versi offensiva, lesiva delle emozioni che hanno attraversato ieri l’intera collettività paolana e palesemente oltraggiosa riguardo la realtà di fatti incontestabili, perché l’ordinanza del sindaco, prima di finire su Facebook, era già bella e pubblicata sull’albo pretorio dell’ente.

Ammettere un errore, per quanto di natura cognitiva, è sinonimo di correttezza; menare il can per l’aia, invocando tolleranza a fronte di un lutto, è un’azione di bassissimo profilo, che tende a scansare le proprie responsabilità scaricando su un fatto tragico ogni considerazione in merito (similmente a quanto fatto dall’ex commissario alla sanità calabrese, Gen. Cotticelli, quando ha parlato di una sua presunta dissociazione tra il dire e il fare davanti ai giornalisti).

Cos’è successo? Perché si invoca la scomparsa di un giovane per giustificare l’ingiustificabile? Forse il testo dell’ordinanza è stato scritto in maniera errata perché gli occhi erano inondati di lacrime? Perché si strumentalizza la sacralità della morte? Cosa c’è sotto?

Per rispondere a queste domande è forse utile fare riferimento alla nota stampa con cui, la capogruppo di “Rete dei Beni Comuni” (RBC), Giuliana Cassano, ha messo in colonna numeri e quantità per spiegare l’andazzo, gettando qualche ombra sul fatto che a Paola si è ancora in un regime di affidamento diretto, “prorogato” a botte di ordinanze per ciò che concerne proprio la gestione del servizio idrico (che si sta tentando di indirizzare verso l’iniziativa del Project Financing già bocciata a più riprese). Un argomento già ieri sollevato su un blog d’informazione gestito da un giornalista molto seguito in città.

Questo il testo della nota RBC: «A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca. È abbastanza strana l’ultima ordinanza emanata dal sindaco circa il razionamento idrico. Non risultano in tal senso comunicazioni da parte della Sorical, nè tanto meno da parte della società che gestisce il servizio idrico. Oltretutto la giustificazione addotta, ovvero che le falde acquifere sarebbero prosciugate in autunno inoltrato, sembra al quanto strana. In tutto ciò una domanda sorge spontanea: non è che forse si vuole spingere per l’approvazione di quel famoso project financing? Naturalmente speriamo di no. Altrimenti sarebbe stato doppiamente immorale aver privato e privare intere famiglie di un servizio essenziale. Famiglie già provate dall’emergenza sanitaria, anche con soggetti positivi ammalati di covid. In tutti questi anni nessuna amministrazione prima d’ora aveva mai emanato un simile provvedimento. Con 3 milioni di metri cubi di dispersione dire oggi che a Paola c’è una grave carenza idrica è al quanto contraddittorio».

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