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Paola – Sit-in all’ospedale, Di Natale: «se necessario verrò a dormire qua»

Con la testimonianza diretta della componente di un nucleo familiare colpito dal Covid-19, la manifestazione organizzata stamane presso l’Ospedale “San Francesco di Paola”, ha toccato il culmine emotivo ricercato dagli organizzatori, intenzionati a chiedere a gran voce l’istituzione dei posti di terapia intensiva presso il nosocomio. E non solo.

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Tra coloro che hanno preso la parola al microfono, posizionato proprio dinnanzi all’ingresso della struttura: il sindaco di Fuscaldo (anche consigliere provinciale) Gianfranco Ramundo, quello di Paola, Roberto Perrotta, il consigliere regionale Graziano Di Natale e il presidente nazionale emerito del Sindacato dei Medici Italiani (Smi), Cosmo De Matteis; tutti autori di interventi volti a chiedere una “normalizzazione” della situazione sanitaria in Calabria. Tra le personalità presenti anche la presidente del Consiglio Comunale paolano, Barbara Sciammarella e il primo cittadino di Falconara Albanese, Ercole Conti.

Duro il richiamo proprio di De Matteis che, rivolgendosi ai vertici gestionali regionali e italiani, ha fatto appello a Spirlì affinché si determini a favore della nomina di Gino Strada quale commissario all’emergenza in atto. «In Calabria – ha detto lo stimato camice bianco – la sanità da anni è un teatro di guerra. Mafia politici incapaci amministratori corrotti. Strada avrà bisogno di un grande sostegno perché faranno di tutto per ostacolarlo. Tutti questi commissari ancora oggi nonostante i precedenti fallimenti continuano a ritenere la Calabria una manna da sfruttare. Bene ha fatto il consigliere Di Natale ad appoggiare questa scelta a prescindere dalla politica e dai partiti. Il contagio dilaga gli ospedali sono già collassati i medici di medicina generale sono stressati dal carico di lavoro ivi compresi sabato e domenica. Se questa non è una guerra…».

Più pacati sono stati i toni di Perrotta e Ramundo, altrettanto intensi però nella richiesta inerente l’attivazione dei posti di terapia intensiva.

Caustico e polemico è stato invece Di Natale, che ha richiamato alle loro responsabilità i dirigenti medici dell’Asp, accusati di immobilismo e (addirittura) di remare contro il nosocomio cittadino.

«Dobbiamo avere uno scatto d’orgoglio tutti quanti. Questa non è la battaglia di chi vuole fare campagna elettorale, è la battaglia per salvare vite umane – ha detto il consigliere regionale – Dobbiamo stare uniti tutti quanti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Stamattina – ha poi specificato – ho ricevuto una telefonata da una nostra concittadina, perché la zia è stata trasferita da Cosenza ad un’altra struttura e non la riuscivano a rintracciare. Siamo arrivati ad una sanità incompatibile a ciò che servirebbe: ha ragione Gratteri quando dice che la Calabria non è l’Afghanistan dove sono necessari ospedali da campo. Noi le strutture le abbiamo! Apriamo subito ciò che può servire per dislocare i pazienti Covid, iniziando a creare le condizioni per consentire a tutti di potersi curare. Alla Bettelini (commissario straordinario Asp Cosenza, ndr) dico che ha 24 ore per aprire i posti di terapia intensiva. Se sarà necessario, come consigliere regionale e presidente della commissione anti ‘ndrangheta, verrò a dormire qua sopra. Bisogna fare rumore e sensibilizzare per salvare vite umane».

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