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Paola – “Usca e sanità”: D’Angelo caustico su Di Natale e politica regionale

«Non votatelo. Andasse a Lavorare». Con considerazioni di questo tenore, l’assessore del Consorzio di Bonifica “ex Valle Lao” Antonio D’Angelo, si è rivolto – attraverso una nota stampa – alla classe politica regionale e, nella fattispecie dell’espressione virgolettata, a Graziano Di Natale, ormai prossimo a concludere la sua esperienza consiliare a Palazzo Campanella.

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«Ha promesso un centro “Usca” anche a Paola – è il prosieguo della strigliata contro il consigliere “callipiano” – ma all’Azienda sanitaria di Cosenza non risulta da nessuna parte, se non in una dedica a penna che il dottor Marino ha impresso su una carta del Comune di Paola, predisposta da un assessore».

Riguardo la gestione dell’emergenza sanitaria che ha comportato l’istituzione della “zona rossa” per l’intera Calabria, D’Angelo mette nel mirino l’intera classe dirigente regionale, puntando il dito contro l’assessore uscente Fausto Orsomarso, accusato d’aver dispensato «fumo» e «bidoni» alle aziende del territorio, che – a detta dell’amministratore consortile – «non hanno visto un soldo per l’emergenza covid, se non in minima parte». All’indirizzo dell’esponente di Fratelli d’Italia è rivolta un’ulteriore critica: «lo abbiamo sentito parlare all’acqua di rose per settimane, su presunti finanziamenti destinati alle aziende danneggiate dalla pandemia, ma in tantissimi non hanno visto un soldo. Solo pochi eletti hanno portato a casa un’esigua disponibilità finanziaria. Si vergognassero – è la stilettata all’intera classe dirigente regionale – Ed ora hanno pure il coraggio di prendersela con il Governo centrale che ha fatto tutto ciò che poteva fare. Sono in politica da decenni e la colpa è dei nuovi arrivati?».

A parere di Antonio D’Angelo «la Calabria è zona rossa per l’incapacità e l’insipienza di quei politici che hanno affossato la nostra sanità e che, recentemente, non sono stati nemmeno capaci di spendere circa 100 milioni di euro. Quelli che arraffano poltrone e consulenze – prosegue l’assessore del Consorzio – incarichi nelle strutture speciali e negli Enti di sottogoverno, ma che non producono nulla e mai hanno prodotto nulla. La gente deve bocciare questi soggetti perché questi sono morte della Calabria».

Scendendo nello specifico della realtà paolana, D’Angelo focalizza l’attenzione sull’offerta sanitaria locale, da qualche tempo al centro dell’azione politica di Graziano Di Natale che, negli ultimi giorni, si è reso autore di una poderosa campagna informativa riguardo l’attivazione dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale (Usca) in città.

«È aperto solo nella sua testa – è l’affondo di D’Angelo – visto che l’Asp non ha assunto alcuna delibera e la Bettelini (commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, ndr) non sa nulla di questo nuovo centro Usca, impossibile da aprire per legge perché sono già stati aperti ad aprile quello di San Lucido e quello di Scalea secondo il parametro dei 50mila abitanti a Ufficio. Quindi Di Natale la smettesse di vendere fumo che la gente non è fessa. Fino a ieri ha sistemato nella sua struttura speciale gente di altri territori comunali ed ora vuole i voti dei Paolani? Non votatelo. Andasse a lavorare».

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