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Paola – Bollette doppie, sostituzioni edilizie, scuole&covid&incarichi: che è?

Ferme restando le convulsioni finora solo tiepidamente avvertite in seno alla maggioranza, dove i rapporti reciproci sono dati in ribasso (forse per via dell’imminente campagna elettorale per le regionali), l’amministrazione nata dalla Coalizione di Salute Pubblica continua a veleggiare verso la naturale scadenza del mandato, ricevuto nel 2017 e duraturo fino al 2022.

Malgrado un clima ingessato dal giorno in cui la Calabria ha perduto la sua Presidente, pertanto dal 15 ottobre, la compagine guidata da Roberto Perrotta prosegue nel solco tracciato a partire dal rimpasto di giunta.

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Le  “irrevocate” dimissioni del vicesindaco Tonino Cassano e quelle, meno sorprendenti, dell’assessore Francesco Città, in estate hanno infatti determinato lo scioglimento della configurazione “originale” della compagine di governo, esponendo l’amministrazione ad uno strenuo tira e molla per restare in sella al Sant’Agostino, dove infine la concordia è parsa ritornare con gli innesti del dottor Ernesto Trotta e della dottoressa Grazia Surace nell’esecutivo (rispettivamente in quota Di Natale e Grupillo).

Dopo un iniziale scaricabarile su chi avesse sostituito cosa (perché nessuno voleva dare l’impressione di essere subentrato al Finanziere che stava risanando i conti), la delega di vicesindaco è andata alla già assessora Marianna Saragò e l’ambito del Bilancio è rimasto nelle mani del primo cittadino. I restanti ruoli amministrativi sono rimasti a coloro che già c’erano (tranne ovviamente il primo “silurato”, Francesco De Cesare), mentre l’assetto consiliare ha visto Barbara Sciammarella sostituire Graziano Di Natale nel ruolo di Presidente dell’assise.

A denti stretti, nel pieno di un’emergenza sanitaria senza precedenti, la seconda versione della Coalizione di Salute Pubblica (denominazione quanto mai “imbroccata” anche per un simile momento) sta avviandosi all’ennesima prova senza appello (nel senso che se non si andasse in aula entro il 31.12 il comune verrebbe sciolto), preparandosi ad affrontare una minoranza che, già dai primi segnali, sembra essersi messa l’elmetto.

Sulle sponde della Rete dei Beni Comuni, in questo caso nella sua seconda versione (per non dire “terza”, se si considera l’autoeliminazione di Vincenzo Limardi), l’avvocato Francesco Giglio ha dato il cambio a Giuliana Cassano, apportando ulteriore linfa al dibattito su temi dove la convergenza con la maggioranza sembra più improbabile. Ultimo quello delle (stesse) bollette inviate due volte dall’Agenzia delle Entrate, «È vero – si legge in una nota condivisa su Facebook – che si tratta di una duplicazione ma è altrettanto vero che si tratta comunque sostanzialmente di un acconto poiché per l’anno 2020 la Tari sarà approvata in Consiglio Comunale domani 30 dicembre. Al momento è stato fatturato ai cittadini un acconto pari alla stessa somma corrisposta per l’anno 2019 mentre il conguaglio sarà richiesto con le future bollette. Questa nuova quanto anomala maggioranza pare abbia cominciato – anzi ricominciato – ad amministrare come ha sempre fatto: aumento dei costi e risoluzione dei problemi rinviata a data da destinarsi. Pesanti eredità a carico di chi verrà in futuro».

Ma sono tanti gli argomenti che potrebbero infiammare la seduta, dove anche i rappresentanti di Progetto Democratico hanno da tempo perso ogni speranza pacifista, contestando senza tregua ogni iniziativa della controparte, non ultima quella riguardo l’interrogazione su allacci e utenze concesse dal comune alle associazioni.

Proprio su questioni di “immobili”, si preannuncia battaglia sul 5° punto messo all’ordine del giorno di domani, quello in cui si prospetta un “Progetto di sostituzione edilizia con ampliamento della volumetria esistente del fabbricato ENAIP (ex Acli) del Comune di Paola, sito tra via Mimosa e Via Piazzetta – approvazione schema di convenzione”. In parole povere si tratta di un’operazione edilizia su un’area già di proprietà comunale, ceduta per scopi sociali all’Ente Nazionale Acli Istruzione Professionale, che in Calabria non ha neanche una sede (almeno stante ciò che dice il sito ufficiale). Nella proposta di deliberazione si paventa il cambiamento della destinazione, senza che però questo comporti la revoca dell’affidamento, anzi si da pure convenzione per aumentare cubature fino ad una corposa percentuale rispetto al preesistente, nonché agevolazioni e sgravi fiscali sugli oneri: una vera manna per chiunque si troverà a gestire la faccenda.

Ma non è solo l’edificio “ex Acli” a destare interesse, perché tra le carte pubblicate sull’albo pretorio online del Comune, ci sono anche altre determinazioni assunte dal referente del “Secondo Settore” riguardo altre strutture, in particolare la rettifica all’approvazione di una “Perizia di Variante” per lavori di “Adeguamento e di adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19 negli edifici scolastici del Comune di Paola (CS)”, che alla data del 3 novembre – presumibilmente – dovevano ancora essere eseguiti (quindi altro che scuole “pronte” e “sicure”). Ma non solo: nella stessa “sfornata” del 3 novembre, è stato prodotto un atto inerente l’affidamento di un incarico professionale di supporto al responsabile del procedimento, relativo a “Interventi di adeguamento e di adattamento funzionale degli spazi e delle aule didattiche in conseguenza dell’emergenza sanitaria da COVID-19 negli edifici scolastici del Comune di Paola (CS)”, che ha impegnato la somma di tremilaseicentosessanta euro (3.660 €) quale compenso per una professionista ingaggiata a partire da quella data con la mansione di affiancare l’ingegnere a capo dell’operazione.

Il tutto mentre dalle parti del centrodestra “ex ferrariano” (dove è davvero arduo capire chi sia oggi capogruppo e di cosa), il consigliere Totonno Lo Gatto è parso “aprire” uno spiraglio di dialogo con qualche pezzo della maggioranza, cosa che invece risulta essere impossibile – a parte qualche battuta di solidarietà “post dimissioni di Tonino Cassano” – al precedente primo inquilino del Sant’Agostino, Basilio Ferrari, che comunque ha ripreso a fare un’opposizione tangibile, seppur pregiudicata dai suoi stessi “lasciti” amministrativi.

Con tutti questi ingredienti è ipotizzabile uno scenario tutt’altro che “tranquillizzante” per la seduta di domani, dove non è da escludersi qualche sorpresa di vedute anche dentro la maggioranza stessa. Comunque: chi vivrà vedrà.

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