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Paola – «Ci auguriamo che i calabresi spezzino le catene». Gli Amici del Cuore a valanga sulla sanità

Nota diramata dall’Associazione “Gli Amici del Cuore di Paola” OdV (Associazione di Volontariato per la prevenzione e la lotta delle malattie cardiovascolari)

Alla luce degli avvenimenti che coinvolgono e mortificano i cittadini della nostra regione sia nella gestione pre-Covid che sull’emergenza Sanitaria, la nostra Associazione stigmatizza quanto viene fatto in maniera approssimativa per tappare buchi, pluriennali, sia economici che strutturali.  E quando diciamo buchi ci riferiamo innanzitutto alle voragini finanziarie. I mass-media ci informano che oltre le carenze di organici sono pesanti quelle delle strutture territoriali, gestiti da anni e anni in maniera clientelare dagli apparati asserviti alle classiche logiche di potere.  Medici costretti a dover supplire, ospedali da campo dai “soliti” costi esorbitanti. Tutto questo ha mutilato pesantemente la nostra sanità regionale con la crescita esponenziale di strutture private ed il continuo abbandono di tante piccole strutture di prossimità. Perché negli anni si è proceduto alla eliminazione di quei piccoli ospedali, che pure svolgevano una loro utilissima funzione e potevano rivelarsi estremamente utili per lo snellimento degli accessi nelle strutture maggiori.

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A quali logiche rispondevano le decisioni prese per ampliamenti di organici amministrativi mentre si procedeva ad una continua riduzione di personale medico e paramedico? Ora ne paghiamo le conseguenze essendo costretti a reperire risorse da questo o da quell’Ospedale cercando di tappare falle che si aprono in continuazione. I pazienti, sappiano i “Signori della Sanità” instaurano con chi li cura un rapporto di fiducia affidando loro le speranze di guarigione se non la propria vita. E vogliono restare qui, in Calabria.

Cosa c’era da programmare, da progettare da parte di questa elefantiaca struttura amministrativa?

I Calabresi finalmente cominciano a capire che può essere possibile avere una sanità nuova che risponda a principi degni di una democrazia sanitaria compiuta. La Calabria ha bisogno di Medici, Infermieri, strutture efficienti che evitino le morti assurde, i viaggi della speranza, i costi sociali ed economici personali annessi.  Le eccellenze ci sono ma non si capisce per quale perverso meccanismo si cerca subito di mutilarle. Il diktat è: “Questa sanità non s’ha da fare”.

Abbiamo dei reparti cardiologici eccellenti, sia nelle strutture locali che in quelle universitarie e quest’ultime, di primissimo rilievo nazionale. E così per altre discipline. Noi chiediamo, e specialmente al neo Commissario Dr Longo, che venga immediatamente invertita la rotta e che si punti ad una sanità che ponga al centro dell’attenzione il paziente, a dispetto delle fredde logiche ragionieristiche. Alla Politica chiediamo di farci capire chiaramente che tipo di soluzioni prospettano per la prossima stagione. Che si rispettino i pazienti e gli operatori sanitari Calabresi. Dovremo votare fra qualche mese e ci auguriamo che i Calabresi “spezzino le catene”.

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