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Lo Smi e la verità sui vaccini. Pititto, De Matteis e Iemboli “sfidano” Longo

Di seguito un testo sottoscritto da autorevoli esponenti del Sindacato dei Medici Italiani (Smi), nelle persone del Presidente Onorario, dr Cosmo De Matteis, fresco di vaccinazione anticovid come il suo collega, dr Roberto Pititto, segretario regionale dello Smi, mentre per ciò che riguarda il vicesegretario calabrese, dr Sinibaldo Iemboli, l’immunizzazione è avvenuta successivamente al contagio.

 

Qualche giorno fa, il 5 gennaio per la precisione, intervistato da un grande e noto canale radiofonico, abbiamo ascoltato il Commissario alla Sanità della Calabria – il dr Longo – asserire che il ritardo, o meglio il basso numeri di vaccinati, nella nostra Regione,  era evidentemente da imputare alla scarsa propensione degli operatori sanitari a sottoporsi alla profilasi anti-covid.

Crediamo che queste affermazioni siano state pronunciate con leggerezza, senza cioè tener conto di numeri e date.

E allora evidenziamole le date.

Come tutti sanno il 27 dicembre è stato celebrato come vax-day, ovvero come data in cui in tutta Europa è iniziata la vaccinazione che ci libererà, ne siamo certi, dall’incubo della pandemia. Come quasi tutti sanno le vaccinazioni del 27, hanno avuto soprattutto una valenza simbolica, poche migliaia in ogni singolo Paese dell’Unione, a rappresentare, giustamente aggiungiamo, l’unità di intenti dell’Europa di fronte a tale drammatica ed epocale malattia.

Anche nella nostra Calabria il 27 dicembre sono state vaccinate poche decine di persone, con un valore, anche da noi, soprattutto simbolico.

La prima reale fornitura di vaccini, ovvero centinaia di migliaia di dosi dalla Pfizer, è arrivata in Italia, complice anche il maltempo, qualche giorno dopo.

La vaccinazione è realmente iniziata lunedì 4 gennaio, complice il Capodanno e il week-end del 2/3 gennaio.

Assolutamente niente di scandaloso.

Ebbene il giorno dopo il dottor Longo imputava l’inevitabile scarso numero di vaccinati alla mancata volontà dei medici e degli infermieri a sottoporsi alla profilassi.

Un paio, letteralmente un paio di giorni dopo, non appena cioè chi ha avuto la possibilità di farlo, si è vaccinato, i numeri sono drammaticamente ed improvvisamente cambiati, ovviamente in senso positivo.

Ora, a meno che non vogliamo credere ad una improvvisa conversione – sulla via di Damasco – di ipotetici medici no vax o ad un provvidenziale intervento della Befana, è doveroso ammettere che certe affermazioni erano sbagliate, offensive e addirittura – riguardando medici – non erano certo il viatico giusto per la sensibilizzazione di chi infermiere o medico non è, verso la campagna vaccinale. E tutti sappiamo bene quanto l’efficacia della stessa dipenda dalla larga adesione della popolazione per il raggiungimento, il prima possibile, di quella “immunità di gregge” (definizione ormai entrata nel comune linguaggio), che ci porterà fuori da questo lungo incubo.

Ci rendiamo  conto che ammettere proprie  colpe e non rifugiarsi sempre in ipotetiche , in questo caso del tutto assenti, manchevolezze altrui, non è esercizio tipico del Belpaese.

Vorremmo essere smentiti una volta tanto e riconoscere il lavoro sul campo, in questi giorni, di infermieri e medici, del loro impegno in questa battaglia difficile che non possiamo permetterci di non vincere. Sarà più facile riuscirci anche ammettendo i propri errori.

 

Dr Cosmo De Matteis (Presidente Onorario SMI)

Dr Roberto Pititto (Segretario SMI Calabria)  

Dr Sinibaldo Iemboli (Vice Segretario SMI Calabria)     

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