Paola – «La Tari 2020 aumenterà»: RBC boccia la matematica del Comune

Di seguito una nota del movimento politico-culturale “Rete dei Beni Comuni” (RBC) rappresentata nel Consiglio Comunale di Paola dall’avvocato Francesco Giglio, già autore di “pungenti” interventi nell’aula Lo Giudice sulla questione ulteriormente dibattuta nel comunicato.

Stanti infatti i calcoli operati sulla scorta della documentazione relazionata durante l’ultima assise dal responsabile di settore, che – tra l’altro – ha smentito anche il sindaco (il quale, nel suo intervento consiliare, aveva negato categoricamente la possibilità di un “conguaglio” nella bollettazione della tassa sui rifiuti 2020), il surplus cui i cittadini paolani potrebbero dover far fronte per pagare le scelte dell’amministrazione, non ammonterebbe a 60mila euro, bensì dovrebbe riguardare la molto più corposa cifra di 345mila euro (quasi sei volte la somma ufficializzata dai banchi dell’esecutivo).

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Secondo quanto ufficializzato dal tecnico responsabile del servizio tributi, il gruzzoletto messo in conto dal Comune di Paola per far fronte al ruolo in questione, è stato quantificato in 2milioni e 950mila euro, non bastevoli a coprire un settore per il quale – sommando l’addizionale – ne servono ben 3milioni 295mila. Un bel “fuori squadro” per un Ente che faticosamente stava riemergendo dalle secche di un dissesto costato carissimo ai cittadini e che, di questo passo, potrebbe riapparire allorquando ci sarà il turnover al Sant’Agostino.

Pertanto, visto che “la matematica non è un’opinione”, di seguito si propone la chiave di lettura del movimento RBC.

«La tassa sui rifiuti aumenterà. È quanto emerso in sede di ultimo Consiglio Comunale. Una verità difficile da tirar fuori con un Sindaco che più volte ha tentato di negare il conguaglio disposto dalla sua amministrazione. L’aumento della tariffa è stato votato da tutti i consiglieri di maggioranza lo scorso 30 dicembre. Speravano che nessuno se ne accorgesse, che passasse in sordina, ma così non è stato. Alla fine, dopo essere stati messi alle strette, hanno dovuto ammettere che effettivamente l’aumento ci sarà ma che, a detta loro, sarà solo di 60.000 euro. Nulla di più inesatto e vi spieghiamo il perché con carte e numeri alla mano. Rispettando il mandato che i cittadini hanno affidato al nostro gruppo consiliare, cominciano con l’evidenziare che il ruolo Tari approvato ammonta ad euro 3.295.000, addirittura superiore al P.E.F. (piano economico e finanziario) pari ad euro 3.135.000. Secondo quanto riferito dal Responsabile dei Tributi questo è dovuto al fatto che in sede di bollettazione sarà aggiunta una addizionale di cui però non si conosce l’ammontare. Riportandoci sempre a quanto emerso dalla discussione, il ruolo 2020 – le cui bollette per mero errore sono state inviate due volte a casa dei cittadini paolani – è di 2.950.000 euro. È evidente, quindi, che c’è un buco da conguagliare (nelle bollette 2021 ma quale saldo riferibile a quelle del 2020) di 350.000 euro. Dire dunque che l’aumento sarà solo di 60.000 euro, ovvero 7 euro a testa, non solo non è realistico quanto è smentito dagli stessi numeri contenuti nelle deliberazioni scritte e votate dall’amministrazione Perrotta.

Ma non è tutto. Passando ad analizzare l’ammontare degli sgravi previsti dal Governo a vantaggio delle attività chiuse per emergenza Covid, questo risulta quantificato in sole 50.000 euro. In realtà, per come evidenziato anche dai rappresentanti di Progetto Democratico, l’ammontare esatto dovrebbe aggirarsi intorno a 300.000 euro. Il condizionale è d’obbligo poiché, come già chiarito, il ruolo definitivo approvato è addirittura superiore al valore del P.E.F.. In termini spiccioli è come se il Comune stesse incassando utili col pagamento delle bollette, anziché limitarsi a coprire il costo del servizio. Un’assurdità. Continuando, poi, si rileva che il P.E.F. contiene una previsione di spesa per conferimento in discarica pari ai precedenti anni, eppure nel corso della discussione, ma soprattutto per come documentato dai dati contenuti nella TARI approvata, il costo del contributo per il conferimento dei R.S.U. è passato da 112 €/ton. a 161 €/ton., mentre la FORSU (l’umido per intenderci) da 104 €/ton. ad 136,50 €/ton. Tali aumenti, uniti all’IVA su maggiore base imponibile e ad altre spese – non trascurando il fatto che parte dell’organico viene smaltito insieme alla RSU per problemi in discarica – ha determinato un aumento del costo fino al 160% rispetto agli anni precedenti. Tutte somme in più che dovranno pagare i cittadini ma per le quali l’amministrazione non ha detto una parola. Tale aumento, sempre per come riportato in deliberazione, è stato deciso dall’assemblea della A.T.O. di Cosenza (ove è presente anche un rappresentante per il Comune di Paola) esattamente il 30 dicembre 2019 e con effetti retroattivi sin dal 1 gennaio 2019. In soldoni, non all’improvviso ma già da un anno, si sapeva che nella TARI 2020 si doveva inserire un maggiore costo per conferimento in discarica, anche a copertura degli aumenti 2019. Questo non è stato fatto, per cui in futuro sarà richiesto di trovare copertura a tale debito, classificabile fuori bilancio, pari a circa 450 mila euro. Che naturalmente non pagheranno i nostri amministratori ma sempre i cittadini.

Altro aspetto riguarda il costo delle cooperative, per il quale occorre fare chiarezza proprio al fine di tutelare il lavoro e la sicurezza dei pagamenti degli stipendi agli operai. Il costo del servizio è stato inserito nella TARI per intero come avvenuto negli altri anni, ancorché le ultime disposizioni ARERA, più volte richiamate persino negli atti di indirizzo della Giunta comunale, prevedono che solo il servizio di spazzamento strade possa trovarvi allocazione, mentre tutto il resto deve trovare copertura con fondi comunali. È noto, infatti, che le cooperative, come ampiamente documentato, svolgono altri servizi quali la manutenzione immobili oppure quelli cimiteriali. Nell’impossibilità, per non dire incapacità di trovare idonea copertura alla spesa, si è “bleffato” rinviando al futuro la risoluzione del problema, almeno per una quota pari a circa 450 mila euro. La verità è che nonostante tutto vi erano e vi sono ampi spazi di manovra sull’efficentamento del servizio e la riduzione dei costi. Basta volerlo. Se è vero come è vero (tutto documentato) che l’appalto è parametrato su una raccolta di 9.100 tonnellate di rifiuti all’anno mentre la raccolta effettiva è attestata sulle 6.100 ton. annue, il Comune di Paola continua a pagare somme in più. Ma su questo ritorneremo la prossima volta con maggiori dettagli».

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