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Paola – Il Mercato sul lungomare ha cambiato disposizione: s’è “sdoppiato”

Lettera firmata da un Lettore de “Il Marsili Notizie”

Mai come oggi Paola potrebbe doversi trovare a rimpiangere l’Area Mercatale, svilita ed offesa a contrada Pantani. Mai come oggi, perché nell’era aperta dalla pandemia, uno spazio dove poter svolgere in tutta sicurezza il mercato domenicale cittadino, senza dover ricorrere a fantasiose gimcane sul Lungomare San Francesco, avrebbe fatto davvero comodo.

Ma l’Area Mercatale di contrada Pantani è stata smantellata, ed ora neanche si sa più cosa sia, se un recinto di rifiuti, se uno spazio idoneo alla scuola guida, se un punto d’atterraggio per macchine volanti. Niente. È sputata li, per terra, e basta.

Quindi, con le risorse disponibili a quanti non hanno neanche preso in considerazione la possibilità di “riallestire” il mercato domenicale nell’area che era stata a lui dedicata da fior fiori di ingegneri, politici e amministratori di un passato neanche troppo remoto, i banchi telonati che settimanalmente colorano le strade cittadine, sono stati collocati un po’ tra le vie del Centro e un po’ sul Lungomare, secondo un criterio che ha portato la vendita di alimentari sotto i pini della Villa che fu “Umberto I°” (prima che l’Amministrazione Ferrari la rinominasse “Carlo Alberto Dalla Chiesa”) mentre l’abbigliamento e altri tipi di commerci sono stati dirottati in prossimità dell’arenile.

Tutto bene, tutto a posto. Distanziamento rispettato, possibilità di assembramento ridotta, etc. etc., secondo il vademecum entrato in vigore con l’emergenza sanitaria dovuta al nuovo coronavirus  nSARS-CoV2 e le sue “varianti”.

Mercato della stoffa, delle stoviglie, degli utensili, dell’intimo e della biancheria, quello da svolgersi sul Lungomare, rappresenta comunque una cospicua parte dell’interesse domenicale di molti avventori.

Ora, indipendentemente dalle considerazioni “pandemiche”, dopo aver abituato l’utenza ad una configurazione che prevedeva “esclusivamente” la via del Lungomare,  viene comunque spontaneo chiedersi in base a quale normativa è stato sancito di suddividere, ulteriormente, la divisione già fatta, mettendo alcune bancarelle a ridosso del muro ferroviario di Via dei Tirreni e rendendo – di fatto – anche quest’ultima via d’accesso al Lungomare “impraticabile” al transito di auto e altri veicoli.

Una situazione che, rappresentando un cambio repentino nell’amministrazione della viabilità cittadina, ha fatto storcere il naso a quanti, grazie a quel bypass a ridosso della Stazione dei Treni, avevano la possibilità di essere raggiunti facilmente dal traffico automobilistico, con buone ricadute sulle proprie attività. Soprattutto la domenica, soprattutto con l’approssimarsi della Primavera e del bel tempo.

Il dubbio sorto in ambito imprenditoriale riguarda l’idoneità del provvedimento adottato dall’amministrazione, vale a dire l’effettiva validità di un cambio d’allestimento “unilaterale” che, tra l’altro, sembrerebbe contraddire alcune precauzioni in ambito di Pronto Soccorso, che invece erano considerate e garantite con Via dei Tirreni scorrevole al traffico.

Ora, se un’ambulanza dovesse intervenire sulla parte di Lungomare a nord rispetto al mercatino, dovrebbe fare il giro da Sant’Agata, affrontare il traffico domenicale di quell’arteria, innestarsi al primo imbocco che è quasi un chilometro più a nord rispetto al punto in cui intervenire, e poi correre a sirene spiegate vicino ad una pista ciclabile, generalmente percorsa anche da bambini su bici con ancora le rotelle. O, in alternativa, dovrebbe correre tra asfalto e sterrato vicino a bancarelle e clienti, tra macchine parcheggiate e un unico incrocio (prospettiva per nulla allettante).

Questo cambio di configurazione del mercato domenicale non pare avere una motivazione evidente di per sé, forse sarebbe opportuno spiegare come mai s’è fatto. A quale amministratore di “Salute Pubblica” bisogna rivolgersi?

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