albo pretorio comune di paola

Paola – Torna l’Albo delle magie? Gli atti appaiono e scompaiono: perché?

Lettera firmata da un Lettore de “Il Marsili Notizie”

Gentile e disponibile redazione de “Il Marsili Notizie”, continuando ad approfittare della gentilezza manifestata in altre circostanze, ancora una volta chiedo ospitalità per amplificare una riflessione che sarebbe opportuno far giungere all’attenzione di chi, attualmente, ha il potere di gestire la cosa pubblica nella Città di Paola.

Dopo gli ottimi riscontri ottenuti con le precedenti epistole, alle quali sono conseguiti subitanei provvedimenti in merito all’organizzazione della viabilità sul Lungomare cittadino in occasione dell’allestimento domenicale del mercato, e dopo aver preso atto della solerzia con cui s’è proceduto a bonificare le zone costellate da abbandono indiscriminato di rifiuti sparsi sul territorio municipale, con la presente vorrei rendere nota un’anomalia con cui ho dovuto fare i conti sulla versione online dell’albo pretorio comunale.

Mi spiego meglio: qualche giorno addietro, ricercando – per interesse personale e un po’ politico – le delibere prodotte da un esecutivo ancora monco di un addetto ai Lavori Pubblici (lacuna colmata di recente con l’innesto di un pensionato nella giunta), mi sono imbattuto in una serie di atti tutti arrecanti in oggetto la dicitura: “PATROCINIO LEGALE PER (segue il nome della persona interessata, ndr) PER FATTI COMMESSI NELL’ESERCIZIO DELLE PROPRIE FUNZIONI”. Documenti dei quali sull’albo vi è ancora traccia per un ordine crescente che segue questo andamento: deliberazione n. 48, 49, 51, 52, 54, 55, 57, 58, 59.

Come si potrà notare mancano dei numeri per rendere davvero sequenziale la ridda di provvedimenti assunti dal quintetto composto dal sindaco Roberto Perrotta e dagli assessori Marianna Saragò (vicesindaco), Grazia Surace, Ernesto Trotta e Alessio Samà.

Come mai?

Una spiegazione me la sono data quando, quasi per sbaglio, mi sono imbattuto nell’atto n.50, che dapprima era presente e poi è stranamente sparito dalle pubblicazioni scaricabili per l’utenza. Nel documento in questione (del quale sono riuscito a fare il download) s’afferma infatti che la giunta prende atto ed esprime  «IL PROPRIO GRADIMENTO, ai sensi dell’art. 28 del CCNL del 14.09.2000, alla nomina dell’Avv. Massimo Florita, quale legale di fiducia nella difesa della d.ssa Marianna Saragò a seguito notifica di un “invito a dedurre “ ex art. 67 c.g.c. da parte della Procura Regionale per la Calabria della Corte dei Conti». Dal che ho facilmente dedotto che la faccenda dovesse riguardare il richiamo recentemente giunto in municipio per ciò che ha riguardato la bollettazione e le modalità d’appalto riferiti al servizio idrico (che a proposito, continua a fare acqua da tutte le parti, con disservizi che a volte significano ore di siccità nelle case dei paolani).

Ecco quindi la domanda che mi pongo: può una delle parti in causa deliberare per se stessa (con votazione unanime insieme agli altri assessori) il pagamento della parcella del legale che dovrà occuparsi del suo patrocinio dinnanzi alla Corte dei Conti?

Ovviamente, non conoscendo la legislazione in merito, confido nella risposta di qualcuno della “Salute Pubblica”, anche se in autonomia ho provveduto a fare un giro su diverse piattaforme che non mi pare avallino tale modalità d’azione. E con questo credo di essermi anche spiegato il perché della pubblicazione poi ritirata.

Tuttavia, un’altra cosa sulla quale mi sono trovato a riflettere ha riguardato l’opportunità di rendere in questo modo noti i nomi di coloro i quali sono oggetto del procedimento presso la Corte dei Conti, un procedimento che non è pubblico e che forse il Comune avrebbe potuto affrontare “omissando” i nominativi di quanti si trovano ad essere coinvolti, senza renderli pubblici attraverso la procedura di pagamento delle parcelle legali che, tra l’altro, in questa fase non sarebbe neanche previsto, dato che il rimborso compete solo in caso di assoluzione e quindi dopo un pubblico processo in nome del popolo italiano.

Per un’eventuale e costruttiva riflessione collettiva, in merito a quest’ultimo capoverso, ritengo sia utile considerare ciò che riporta il sito del Garante della Privacy in materia di dati sensibili da condividere su siti “istituzionali”: «Dopo aver verificato la sussistenza dell´obbligo di pubblicazione dell´atto o del documento nel proprio sito web istituzionale, il soggetto pubblico deve limitarsi a includere negli atti da pubblicare solo quei dati personali realmente necessari e proporzionati alla finalità di trasparenza perseguita nel caso concreto. Se sono sensibili (ossia idonei a rivelare ad esempio l´origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, le opinioni politiche, l´adesione a partiti o sindacati, lo stato di salute e la vita sessuale) o relativi a procedimenti giudiziari, i dati possono essere trattati solo se indispensabili, ossia se la finalità di trasparenza non può essere conseguita con dati anonimi o dati personali di natura diversa». (tratto da https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/4519681)

Ciò detto, colgo l’occasione per augurare a tutti una Buona Pasqua, ringraziando ancora Il Marsili Notizie per l’ospitalità, che so essere costata al momento almeno una raccomandata con ricevuta di ritorno.

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