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Falconara Alb. – Candreva si presenta: «Non dobbiamo inventarci nulla»

«Non dobbiamo inventarci nulla», con quest’espressione Franco Candreva, medico in pensione, ha presentato la sua candidatura a sindaco di Falconara Albanese, borgo arbëreshë gestito da un’amministrazione giunta ormai al terzo mandato del suo primo cittadino.

Senza troppi giri di parole, l’esponente alternativo all’esperienza di governo vissuta sinora, ha posto immediatamente l’accento sulle criticità che il territorio falconarese manifesta, puntando il dito contro le «speculazioni edilizie» sulla costa e contro il «doloroso» spopolamento del centro storico.

A Falconara Albanese, l’ultima tornata di consultazioni ha visto opposti un padre e sua figlia, entrambi al vertice di due raggruppamenti caratterizzati da parecchi legami similmente parentali tra i componenti, a dimostrazione di quanto sia stato difficile formare liste politicamente coerenti ed elettoralmente attraenti in un ambito territoriale che l’Istat, a far data dal 1 Gennaio 2021, ha fissato in 1.325 abitanti.

Che i residenti siano realmente tanti o molti, ma molti, di meno, solo la corrispondenza tra residenti “sulla carta” e quelli effettivamente “nelle case” potrà confermarlo, o magari un’indagine che parta da quelle «speculazione edilizie» di cui lo stesso Candreva parla nella sua nota. Perché una cosa è certa: non riuscire a presentare più di un candidato nel 2016, quando l’Istat assegnava a Falconara Albanese 1.427 abitanti, era sembrato davvero strano. Menomale che poi è saltata fuori “l’altra lista”.

Ora che di abitanti (censiti) ce ne sono circa 100 in meno rispetto all’ultima volta, pare che i candidati saranno probabilmente 3, di cui uno è quello che si presenta con il comunicato stampa che segue, da cui si evince la consapevolezza che a Falconara Albanese non ci sia nulla da inventarsi, perché “tutto” è ciò di cui bisogno il paese (almeno secondo Candreva).

“Ho deciso di mettere il mio tempo e la mia dedizione a disposizione di questo meraviglioso paese, dei suoi abitanti e del suo territorio, perché ritengo che la nostra comunità abbia bisogno di rinascere”.

Francesco Candreva, medico in pensione, nato e cresciuto a Falconara Albanese, ufficializza così la sua candidatura a sindaco del piccolo paese arbëreshë in provincia di Cosenza, i cui cittadini saranno chiamati alle urne nelle prossime consultazioni Amministrative, in programma a ottobre.

Candreva sottolinea che la sua è “una scelta dettata dal cuore, ma anche dal confronto con tanti paesani, che da tempo lamentano lo stato di abbandono in cui versa il nostro borgo e che chiedono un deciso cambio di passo”.

Rivitalizzazione del commercio e dell’imprenditorilità, nuove infrastrutture, potenziamento dei servizi e dei trasporti pubblici, ma anche sviluppo del turismo e tutela della minoranza etnica e culturale che caratterizza la comunità arbëreshë sono i temi al centro dell’agenda di Candreva.

“Un’agenda – sottolinea il candidato sindaco – che voglio assolutamente condividere con i cittadini e in particolare con i giovani, che sono il vero motore di ogni progetto. A loro chiedo di mettere a disposizione idee, talenti ed esperienze, per poter costruire insieme la Falconara Albanese che sognano e che meritano”.

“E’ doloroso – aggiunge Candreva – vedere il centro storico ormai spopolato e la Marina, che un tempo era il fiore all’occhiello di questo tratto di costa tirrenica, oggi devastata dalle speculazioni edilizie e anch’essa destinata all’abbandono, se non si corre ai ripari. Non dobbiamo inventarci nulla, abbiamo già tutto ciò che ci serve: mare e montagna che dialogano tra loro e da cui abbiamo il dovere di prendere esempio, giovani talenti con cui costruire lo sviluppo economico e culturale del territorio, per farli rimanere qui e valorizzarli, bellezze e vocazioni naturali, dal turismo all’agricoltura, al commercio”.

“Per questo sono aperto al dialogo e all’ascolto – conclude Francesco Candreva -, perché ritengo che per costruire insieme una comunità, occorra il contributo di tutti. Un vecchio detto arbëreshë recita «gur për gur ndërton një mur», ossia ‘pietra su pietra si costruisce un muro’. In questo caso io chiedo a tutti voi di farvi ognuno protagonista della costruzione del nostro futuro e di quello dei nostri figli, lasciando da parte divisioni e distrazioni, perché ora tutti abbiamo solo bisogno di cooperare per migliorare al massimo la comunità in cui abbiamo scelto di vivere e crescere. Questo luogo è la nostra vera ricchezza e non ce n’è una più grande”.

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