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Paola – In attesa che sia svuotato il Pit, il PD fa “distinguo” in maggioranza

Da una lettera di un Lettore

Gentile redazione, grato per lo spazio che riterrà di offrirmi, con la presente mi piacerebbe commentare ciò che la stampa – a livello di “politica locale” – sta eccellentemente ricostruendo in questi ultimi giorni, caratterizzati da cronache che partono dal ventre della maggioranza al governo.

Proprio in data odierna, sull’edizione del Quotidiano del Sud si da conto di una situazione per la quale,  riguardo il PSC (Piano Strutturale Comunale, mica “pizza e fichi”), lunedì prossimo sarà “tentata” l’ennesima convocazione di un vertice che, a quanto pare, da molto tempo non avviene tra le anime a sostegno di Roberto Perrotta.

Un incontro che si sta rimandando da parecchio, dal quale dipende il successivo varo – in sede di Consiglio Comunale – dello strumento urbanistico di cui l’esecutivo intende dotarsi al più presto, con l’assessore al ramo, nonché vicesindaco, Marianna Saragò che punterebbe a ottenere una posizione collegiale sul “via libera”.

Lo strumento degli strumenti per amministrare il presente e il futuro dell’intera comunità, quello dal quale dipende ogni forma di sviluppo della vivibilità cittadina, al momento non sembra però priorità della maggioranza “politica”, molto impegnata su fronti da più immediato impatto, come quelli anticipati oggi dal Partito Democratico in una nota stampa.

La compagine che nell’aula Lo Giudice vanta tre consiglieri, di cui due eletti al massimo grado dell’assise nel corso di questa stessa consiliatura, oggi ha fatto sapere di voler proseguire l’esperienza in corso puntando, indiscutibilmente, «al rafforzamento di una identità di centrosinistra sana, integra e coesa».

La nota che esprime ufficialmente la posizione di Graziano Di Natale, Barbara Sciammarella e Chiara Donato, prosegue: «rivendicando, con convinzione, quelle radici riformiste e progressiste decisive nella stesura del programma elettorale dell’allora coalizione di Salute Pubblica, oggi maggioranza di Governo, dopo aver incassato la fiducia degli elettori sulla base di quella visione politica oggi messa in seria discussione da voli pindarici». Il riferimento ai “voli pindarici”, dà tutta l’impressione di essere una vera e propria stoccata, un’accusa che circoscrive parecchio gli eventuali destinatari.

Chi è infatti che incarna i panni degli eventuali “volatili alla Pindaro” nell’Assise cittadina? (almeno secondo il PD)?

Risposta:  «(chi, ndr)per mero tornaconto personale, mette sotto i piedi valori, fiducia degli elettori e la stessa identità progressista della coalizione».

Al PD, non per rispondere al posto di quelli che il comunicato chiama in causa, si potrebbe però rammentare che l’identità “progressista” della coalizione è mutata già da tempo, avendo accettato – insieme al resto della maggioranza – l’inglobamento di una forza politica che era stata eletta nella minoranza e, addirittura, con la coalizione giunta fino al ballottaggio, quella totalmente antagonista ai perrottiani, passata alla storia come “Insieme Guardiamo al Futuro” (Basilio Ferrari candidato a sindaco).

Considerando mai accaduta questa circostanza, la nota con cui oggi i democratici hanno espresso «sostegno al Sindaco», contiene insiti una serie di ultimatum dal tenore piuttosto minaccioso. Il PD ha infatti anticipato l’intenzione di voler nominare «una commissione per stilare punti programmatici da realizzare nel minor tempo possibile», riservandosi di «valutare, in Consiglio Comunale, tutte le questioni che verranno sottoposte dall’esecutivo, all’assemblea, con la condizione non negoziabile che tali punti coincidano con il preciso fine di garantire l’interesse della collettività tutta, nessuno escluso».

Mettendo da parte le future discussioni sul Bilancio, il prossimo punto all’o.d.g. del prossimo Consiglio Comunale – almeno dando credito alla linea anticipata dal Quotidiano del Sud negli ultimi giorni – pare proprio il PSC che, per impellenza, è precedente solo all’altrettanto imminente Piano Spiaggia.

Come mai su questi argomenti stiano saltando i vertici della maggioranza, non è dato sapere, tra i consiglieri e l’esecutivo magari è in corso un altro tipo di dialogo, forse improntato alla risoluzione di tematiche che cozzano ancor più gravemente con le urla comiziali del 2017.

Un esempio su tutti? La gestione dei rifiuti.

Prendere atto che, nella struttura che ha rimpiazzato il glorioso stadio Tarsitano sul Lungomare, ancora “dimorano” i sacchi contenenti i vestiti che i cittadini avrebbero voluto destinare ai più bisognosi, è un colpo al cuore che cozza pesantemente con le modalità gestionali con cui, questa amministrazione, aveva abituato la cittadinanza all’inizio di questa esperienza.

Ma il PD non se n’è accorto, e deve nominare una commissione per comprendere.

Il PD non ha fatto neanche caso al fatto che, da quando è iniziato il Perrotta Ter, la giunta è cambiata per 4/5, con la sola assessora Marianna Clementina Saragò ad essere rimasta, unica highlander che ha ricevuto in dono anche una carica superiore a quella precedente, essendo ora vicesindaca.

In attesa di vedere svuotato il Pit, che pieno di sacchetti coincide terribilmente con la definizione di “ecomostro” che ne dava l’ex sindaco Basilio Ferrari, non resta che attendere il momento in cui il PD si ricorderà di reclamare (anche) la convocazione di un Consiglio Comunale che, indetto oltre due mesi fa, non si tenne per via di un malore accusato in mattinata dal primo cittadino. Una riunione mai più riconvocata.

Il tempo stringe, “fare distinguo” non basta, è ora di assumersi le responsabilità. Prima fra tutte quella di rispondere ai cittadini, che dopo la vista di sacchetti tornati a spuntare anche per le strade urbane (usanza che in periferia, purtroppo, non si è mai persa), dopo aver preso atto che quell’edificio partito come Centrale di sviluppo turistico, poi rimodulato parcheggio, sia oggi centro di stoccaggio e d’impolveramento della generosità, non meritano d’attendere ancora.

È ora di spiegare per filo e per segno cosa sta accadendo, anche con le rotatorie sulla SS18, una strada che nonostante sia classificata come “statale”, rappresenta una discreta voce d’incasso per il comune di Paola, grazie ad un autovelox i cui proventi dovrebbero essere redistribuiti anche e soprattutto sulla manutenzione viaria. Tra gli argomenti coerenti con il programma su cui il PD vorrebbe convergere, c’è per caso anche la spiegazione al perché i lavori per la prossima rotatoria da installare presso il cimitero, siano di fatto iniziati a seguito di un’ordinanza dirigenziale (la 13 dello scorso 12 Aprile) che di fatto ha anticipato l’avvio di un progetto che ancora doveva essere condiviso ufficialmente dall’Anas?

Se poi i problemi lamentati dal PD dovessero riguardare solo un mero assetto in vista delle prossime elezioni regionali, lo dicessero subito, almeno si abbasserebbe l’aspettativa riguardo l’effettiva volontà di capire realmente come mai ci sia un programma elettorale datato 2017 ad oggi disatteso per gran parte (escludendo l’alibi dell’emergenza covid).

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