aieta candidato regione calabria 2021

Grosso guaio a DiNatown 2: Aieta tappezza tutto (e anche di più)

«I mammiferi macrosmatici contrassegnano spesso il proprio territorio usando sostanze odorose sul confine. Queste possono essere prodotte dall’organismo non al solo fine della marcatura, oppure possono essere secrete da ghiandole specificamente destinate a tale funzione. Gli ippopotami marcano il territorio con lo sterco; parecchi marsupiali e roditori si servono della saliva; dell’urina si servono fra gli altri alcuni roditori, i rinoceronti, proscimmie e carnivori canidi e felidi. Le ghiandole che secernono sostanze odorose sono spesso situate in prossimità dell’ano o sul capo, ma possono anche trovarsi in parti diverse del corpo». (Tratto dal paragrafo dedicato alla “Marcatura odorosa”, disponibile alla voce “Territorio (Biologia)” di Wikipedia)

Nella vastità di specie che “marcano” il territorio, quella dei politici è una delle più attive a livello umano. Misurando il potere in base al consenso, gli appartenenti a questa categoria hanno una tale quantità di modi per esprimere “predominanza territoriale”, che proporne un elenco risulterebbe opera impossibile.

Limitando pertanto il campo a ciò che al momento è “visibile”, in prossimità dell’appuntamento che a Ottobre determinerà il nuovo assetto della Regione Calabria, più di un candidato ha iniziato a muovere passi anche al di fuori delle Radio-TV e dei social network. In poche parole: è iniziata la campagna con manifesti sui muri e comizi all’aperto. Un bel momento, non c’è che dire, molto vintage nella sua tangibilità fisica, così ruvida ai sensi.

Nell’odore di colla mescolata da attacchini improvvisati, si consuma la battaglia per le postazioni verticali, quelle a tiro di sguardo che, nel candido sorriso del candidato di turno, sperano di sciogliere le speranze dell’elettorato.

Ebbene, su questo fronte – almeno a Paola – il primo a battere un colpo è stato Giuseppe Aieta, ex sindaco di Cetraro e consigliere regionale della minoranza uscente, che in quota PD tenterà una nuova scalata a Palazzo Campanella.

Messa nei termini di come s’è presentata, l’opera di tappezzeria cartacea attuata nell’arco di un tempo brevissimo (presumibilmente “stanotte”), pare quasi un pachidermico arrembaggio alle mura che – partito democraticamente parlando – dovrebbero essere proprie a Graziano Di Natale, paolano e anch’egli candidato ad un seggio con vista sullo Stretto.

Interpretare una siffatta azione, compiuta anche oltre i limiti consentiti dagli spazi disponibili (comunque abbondantemente “intasati”), significa dover scendere nel gergo della “marcatura territoriale”, con un contendente che ha chiaramente lanciato il suo proclama. Ora bisogna soltanto attendere la reazione del “parigrado” presente al di qua dello steccato odoroso infranto, e insieme alla sua anche quella – probabile – dei contendenti in corsa con altre liste (a Paola ci sono anche la Dottoressa Emira Ciodaro, l’Avvocatessa Sabrina Mannarino, l’Insegnante Maria Assunta Lattuca e la Praticante in avvocatura Luisa Giglio). Tuttavia quello più atteso è l’intervento del consigliere in cerca di riconferma, perché il piano dello “sgarbo” reca il simbolo del PD, un partito in corsa con altri “big” che a Paola potrebbero avere ulteriori sponde.

Con premesse siffatte, la speranza è che non si arrivi al livello degli ippopotami.

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