Paola – Le Piramidi non (si) reggono più. La Sfinge resiste (fino a quando?)

Da una lettrice de “Il Marsili Notizie”, che garbatamente ne ha chiesto la condivisione sulla Testata.

Disseminati sul territorio cittadino, una serie di agglomerati di varia natura hanno preso a comparire all’attenzione della cittadinanza. Generalmente “cumuliformi”, tipo le nuvole che s’addensano nelle previsioni meteo, questi monticelli di materiale accatastato danno tutta l’impressione di somigliare a piramidi.

Tra le più evidenti, se non altro per dimensioni, al momento se ne segnalano due di notevole interesse. La prima, quest’oggi divenuta “vetrina” condivisa su diversi social network, riguarda quella eretta per contenere lo smottamento avvenuto tra Piano Torre e Via Sant’Agata, letteralmente collassata su se stessa dopo il potente scroscio d’acqua di questa notte.

Particolare con uno dei blocchi in bilico

Criticata da molti, la decisione assunta nell’immediatezza del fenomeno franoso, è consistita nella posa di una cintura di massi di contenimento, la base dei quali insisteva comunque su terreno in movimento, che infatti – una volta venuto meno a causa della pioggia – è scivolato ulteriormente, causando un accartocciamento del vertice, pericolosamente in bilico almeno fino alle prime ore di questa mattina.

Una brutta immagine, figlia probabilmente della necessità di intervenire subito. Una situazione barbina che potrebbe addirittura aggravarsi, qualora i micropali, inseriti per rinforzare il crinale, avessero anche loro subito effetti dopo l’acquazzone di stanotte. Un bel grattacapo per chi dovrà occuparsi tecnicamente della faccenda, sia dal punto di vista dei lavori che dell’urbanistica, soprattutto in virtù del deficit “strutturale” con cui di recente è stato approvato il Bilancio. Altri soldi per intervenire, ce ne sono? Percorsi alternativi ne sono stati predisposti?

A proposito di soldi, qualcuno conosce qual è la cifra per richiedere un intervento straordinario per smaltire rifiuti in grossa quantità?

La domanda sorge per comprendere quanto sia necessario spendere per consentire una vista “pulita” sull’area mercatale di Via Pantani, occupata da una piramide di detriti, lì accatastati in seguito ad un intervento di ripristino post-incendio, condotto sul Lungomare oltre un mese fa.

La “piramide” eretta all’interno dell’area mercatale di Via Pantani

La zona in cui fino a qualche anno addietro si svolgeva il mercato domenicale, tutt’altro dall’essere valorizzata per la natura che la caratterizza, al momento appare fortemente degradata, costellata da piramidi più piccine di immondizia, sparse anche lungo il recinto che la delimita. Un’ottima location per un film ambientato in un’era post atomica (o roba tipo “Tremors”). Un’occupazione di suolo pubblico che non si regge più.

Quartiere che vai, piramide che trovi. A breve sarà fornito un elenco con le fermate più suggestive di questo bizzarro tour, nuova attrazione – tutta paolana – forse pensata per carpire l’interesse di altre categorie del turismo urbano, quelle rivolte al macabro.

In sintonia con questo Antico Egitto attualizzato, dalle parti del Sant’Agostino si mostrano imperturbabili come la Sfinge che, nella sua vacua espressività, conserva comunque un potere, anche se condizionato alle consultazioni.

Qualcuno ricorda come proseguì la storia? Ci fu un lieto fine per l’Antico Egitto?

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