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Paola – Disboscamento della Pineta a margine della SS18 in zona “frana”

Lettera di un lettore

Impresso come un trauma, quasi quarant’anni fa un bosco di pini è stato piantato su una vasta porzione di terreno a nord di Paola, una zona che scendendo da San Salvatore si amalgama più a valle con la SS18.

Il tratto in questione non è difficile da individuare, perché rappresenta il classico “pugno in un occhio” rispetto alla continuità del paesaggio, che sulla costa tirrenica cosentina non è caratterizzato dalla presenza di conifere. Uno a fianco all’altro, immediatamente imboccata la curva che da Via della Civiltà conduce a Gaudimare, centinaia di fusti sempreverdi si affacciano sulla SS18, per un’area vasta quasi quanto un quartiere.

Il motivo della loro presenza è dovuto al tentativo, fortunatamente riuscito, di arginare una vasto movimento franoso verificatosi il 4 Dicembre 1980.

Di quanto avvenne quel giorno, e degli effetti che ne scaturirono per anni, ne parlano compiutamente A. Aurora Pasqua e Olga Petrucci, autrici dello studio “Eventi alluvionali in Calabria nel decennio 1980-1989” effettuato per conto del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica.

Nel testo, a quella data, si legge: «Titolo: Vasto movimento franoso alla periferia nord di Paola. Sintesi: Dal giorno  2,  nella  zona  di  S.  Salvatore uno  smottamento  di  terreno  avanza  lentamente verso il mare su un fronte di 500 m e per un’estensione di circa 6 ettari, movimentando 2 milioni di mc di materiale. I fabbricati di […], il complesso del ristorante La Pergola […], il  capannone  dell’officina  […]  e la  casa  di  […] sono  crollati e altre  abitazioni  lesionate rischiano  di  essere  travolte. 20  famiglie (100  persone) sono  state evacuate: le famiglie […] sono in  hotel e saranno  sistemate  nelle  case  popolari  del  rione  Croci.  La  frana  ha aperto  molte voragini, asportando 500  m  della  nuova  variante  SS  18  al  km  315+700 e 5  tralicci  dell’alta tensione.  Nel  crollo  delle  strade, molti  animali  sono  stati  schiacciati  e  le  masserizie  sono  andate distrutte».

Un racconto di devastazione e morte, con animali schiacciati e attività cancellate dalla faccia della terra da una frana che s’arrestò solo l’undici dicembre, dopo giorni di apprensione da parte di tutta la cittadinanza.

Poi, però, il  23 Gennaio 1981 «A  S.  Salvatore, una  nuova  frana  ha  causato  lo  scivolamento  a  valle  di  500  m  di carreggiata  della  vecchia  SS  18  per  oltre 50  m».

Ebbene, per iniziare a pensare alla SS18 così come oggi la conosciamo, ci sono voluti due anni d’attesa, precisamente l’8 Dicembre 1983, data alla quale lo studio fa risalire la richiesta del ripristino della SS18: «Il  presidente  del Movimento  cristiani  lavoratori ha  chiesto al  sottosegretario  ai  LLPP il ripristino  urgente  della SS 18  nel  tratto di S.  Salvatore,  devastato dalla  frana  del  dicembre  1980 (R84-1980)».

Ora, considerata questa cronistoria, è possibile conoscere le ragioni per le quali è stata tagliata una discreta quantità di pini piantati a sostegno di quel terreno tanto compromesso?

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