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Paola – Dopo il deficit arriva l’antieconomicità «strutturale». Servizi a rischio

Dopo le recenti schermaglie vissute in seno al Consiglio Comunale, nel Sant’Agostino l’aria che tira è tutt’altro che tranquilla.

In serie, una discreta quantità di problemi stanno presentandosi all’attenzione dell’amministrazione che, forse confidando nel procrastinamento, adesso se li ritrova davanti alla porta tutti insieme.

Nell’ordine, fino a questo momento, ci sono l’implosione della maggioranza “politica”, l’esplosione della mancata attivazione dell’Anagrafe online e, adesso, pure la stagnazione dei rapporti con chi gestisce il Servizio Idrico Integrato per conto dell’ente, vale a dire la ditta “Ecotec”.

In merito a quest’ultima faccenda, bisogna anticipare la polemica innescata da Progetto Democratico, forza della minoranza consiliare eletta a sostegno del candidato a sindaco Pino Falbo, che a fronte della diffida inviata dalla ditta al Comune – per il mancato pagamento del pattuito – si è laconicamente espresso dicendo: «è una vergogna senza fine».

A cosa faccia riferimento questo turbamento perpetuo invocato dai falbiani, è presto detto, basta scorrere il testo della missiva inviata da Ecotec all’ente amministrato da Roberto Perrotta.

«L’amministrazione comunale – scrivono dalla ditta che gestisce il Servizio Idrico Integrato paolano – non ha assunto tempestivamente gli atti amministrativi necessari a fronte di interventi straordinari e non ha provveduto alla effettiva liquidazione dei canoni di gestione relativi al servizio de quo e di corrispettivi dovuti per prestazioni straordinarie regolarmente svolte, con la conseguenza di esporre l’impresa affidataria a rischi di carattere finanziario potenzialmente disastrosi per l’impresa […] A fronte di plurime richieste di pagamento dei canoni scaduti e dei corrispettivi dovuti, il Comune non ha fornito alcun riscontro positivo. Detto illegittimo comportamento ha acuito la antieconomicità strutturale dell’affidamento, con inammissibile sproporzione del sinallagma contrattuale, ma vieppiù ha causato e causa enormi danni economico-finanziari alla Ecotec, la quale ha continuato a svolgere i servizio per senso di responsabilità». L’impresa lametina, dai cui destini dipendono quelli di tante madri e tanti padri di famiglia impiegati per suo conto a Paola, intima al Comune di provvedere «al pagamento dei canoni di gestione arretrati e di corrispettivi dovuti per prestazioni straordinarie regolarmente dovute, che ad oggi ammontano ad un importo alquanto considerevole», una cifra che pare stia accumulandosi da fine agosto, ad oggi talmente ingente da aver causato  lo slittamento dei pagamenti stipendiali del personale, che allo stato attuale starebbe maturando due mensilità arretrate (ottobre-novembre).

Per questa ragione Ecotec ha diffidato l’Ente amministrato dalla “fu” coalizione di Salute Pubblica, a «presentarsi il 31 dicembre prossimo alle ore 10 nei locali ubicati presso l’impianto di depurazione comunale di Pantani per riprendere in carico, con effetto immediato, il servizio idrico integrato comunale e le opere ed impianti afferenti a quest’ultimo, preavvertendo che, in difetto, Ecotec interromperà il servizio e cesserà ogni detenzione, manutenzione e gestione degli impianti».

Una bella gatta da pelare insomma, per un gruppo amministrativo che – includendo il voto del sindaco – può contare su sei soli voti di maggioranza, quella stessa compagine che comunque a settembre non ha avuto difficoltà a procedere nel verso di un Bilancio certificatamente “deficitario”, con l’uso di quel termine (“strutturale”) che adesso ricorre anche nelle missive dei creditori.

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