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Paola – Truffa, parla De Matteis: «Non rivedrò nè la macchina e nè i soldi»

“Non vedo, non sento, non parlo”. Una triade che da anni contraddistingue le regioni meridionali, per quanto concerne il rapporto con la legalità.

Famosa la frase di un parlamentare ad un collega che denunciava alcune irregolarità: «ti consiglio: fatti i fatti tuoi». Triste realtà, il deputato che sollevò il problema, non ottenne risultati in merito, e non fu rieletto. Il “consigliore”, lui invece rieletto, diventa ospite di trasmissioni gossip ed assurdità varie.

Purtroppo in questi giorni, la mia vicenda personale, di truffa con emissione di assegni a vuoto, e le successive minacce telefoniche, hanno minato notevolmente le mie certezze e la fiducia nelle istituzioni.

Parlando con tante persone del problema legalità e denunce, sono venuto a conoscenza di una triste realtà diffusa.

Molte persone subiscono abusi, truffe, prepotenze anche quotidiane, ma nessuno denuncia, nessuno si ribella. L’abuso può essere l’appropriarsi di un pezzo di terreno confinante, di sopportare le prepotenze quotidiane di un condomino, prestare ingenuamente migliaia di euro e non averli più indietro, pretendere di non pagare nei negozi, per non parlare di livelli ben più alti e redditizi.

Anche io ho ricevuto dei consigli, da alcuni amici, che  hanno minato le mie certezze, che nella loro semplicità evidenziano una realtà «lascia stare, abiti isolato, ti possono fare qualche danno», altra dichiarazione sempre da amici «io ho prestato qualche migliaio di euro ad un soggetto che non me li ha più restituiti, ed ho lasciato perdere».

Questa è la triste realtà, ignorata dai più ed accettata da molti.

Ho constatato con mano perché esiste questo atteggiamento:  una burocrazia legale farraginosa, tutela i delinquenti a danno dei cittadini che hanno la sfortuna di subire un torto.

La mia convinzione, da persona normale, era: «faccio la denuncia. Vi sono tutte le prove: foto, telefonate, riscontri bancari. Sicuramente da Paola telefonano a Lamezia e recupero la macchina».

Pia illusione, sebbene il soggetto abbia una fedina penale molto eloquente, circa le sue malefatte, mi sono reso conto che non vedrò più né la macchina, né i soldi.

Ancora di più apprezzo quanto ha scritto  Frangella a proposito dei tragici anni ‘80 vissuti dai paolani, e dei diciassette morti ammazzati.

Ma non crediate che il problema sia solo locale: un collega, caro amico, mi chiama per sapere della mia vicenda e mi dice che purtroppo, giorni fa, mentre rientrava a casa, in altra regione, alcuni giovani lo hanno aggredito e derubato. Alla mia ovvia, forse ingenua, domanda sull’eventualità che avesse sporto denuncia, sconsolato ha detto di no.

Stante questa situazione, capisco il famoso cavallo di ritorno, ossia pagare una cifra per riavere indietro l’auto rubata, oppure non riprendersi soldi prestati, per non avere grattacapi.

Ancora peggio quando sono le istituzioni a tollerare case abusive, suolo pubblico che diventa privato, sottraendolo alla comunità.

Prepotenza in pubblici uffici o in ospedale. Scarichi fognari nei fiumi, incendi sistematici (autori sempre gli stessi personaggi).

Forse in America il proliferare delle armi è dovuto anche ad un certo senso di giustizia fai da te, tipico della mentalità di questo popolo.

Infine state attenti: sul tirreno operano di sicuro questa banda, non solo con truffe ma con varie tecniche.

Il classico invito: non aprite a chi non conoscete, avvisatevi tra vicini se vedete facce strane, purtroppo l’onesta, l’ingenuità e la correttezza non pagano più.

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