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Paola – RBC critica l’incoerenza dell’opposizione che “inciucia” con Perrotta

Di seguito una nota stampa del movimento politico culturale “Rete dei Beni Comuni” (RBC), rappresentato nel Consiglio Comunale di Paola dal capogruppo Francesco Giglio. Il comunicato, oltre a mettere in luce gravi criticità insite nella procedura con cui l’aula ha approvato la nuova configurazione del Collegio dei Revisori dei Conti, punta dritto sull’apparente “schizofrenia” di una parte dell’opposizione, che fino all’altro ieri si professava intransigente e che invece, alla luce delle decisioni assunte di recente, pare proprio aver abbandonato ogni proposito bellicoso nei confronti dell’attuale (ex) maggioranza di governo cittadino.

Stiamo provando faticosamente a creare una coalizione politica di centrosinistra e non un cartello elettorale eterogeneo, perché riteniamo che solo attraverso il dialogo tra forze appartenenti ad una stessa area si possa costruire una proposta credibile, improntata alla comunanza di valori e principi, per affrontare la grave crisi sociale, economica e culturale che l’amministrazione uscente lascerà in eredità.

Per questo negli ultimi mesi abbiamo subito silenziosamente gli attacchi delle forze consiliari ed extraconsiliari chi si ergevano a paladine dell’opposizione.

Abbiamo deciso di non replicare, consapevoli che il tempo avrebbe dato tutte le risposte, e così è stato.

Con il Consiglio Comunale del 07.03, indetto per l’elezione del Presidente dei Collegi dei Revisori, è stato certificato che il numero legale per la validità della seduta (minimo 9 consiglieri) è stata garantita dai consiglieri dell’ormai ex opposizione Falbo e Anselmucci (Progetto Democratico), Ferrari e Lo Gatto (Forza Italia).

Presenti inoltre i consiglieri dell’ex maggioranza Aloia, D’Andrea, Grupillo, Mirafiori, Ollio, Serranò (Presidente del Consiglio).

Il Consigliere di RBC, Francesco Giglio, si è allontanato prima delle operazioni di voto, tant’è che nonostante la sua assenza sono rimasti dieci consiglieri che hanno preso parte al voto unitamente al sindaco.

Il nuovo Presidente del Collegio dei Revisori è stato eletto con dieci voti, quasi all’unanimità dei votanti, risultando allo scrutinio una sola scheda bianca.

RBC, unica forza di opposizione rimasta, nello spirito costruttivo che ha sempre caratterizzato il suo agire, ha preso parte alla seduta unicamente per evidenziare la mancanza di un requisito, a nostro parere, indispensabile ai fini della validità della procedura di elezione, abbandonando immediatamente dopo l’aula.

In sostanza, come disposto dalla Prefettura, e confermato dalla segretaria comunale, tutti i candidati alla carica di presidente presenti nell’elenco dei revisori predisposto (436 nominativi) avrebbero dovuto produrre una attestazione dalla quale appurare che non vi fossero incompatibilità.

In mancanza, la procedura di elezione potrebbe essere dichiarata nulla per assenza dei requisiti dell’eletto.

A ciò si sarebbe potuto ovviare con una manifestazione d’interesse attraverso la quale unitamente alla proposta di candidatura veniva allegata la necessaria attestazione.

Da queste premesse, consegue che i consiglieri Falbo, Anselmucci, Ferrari e Lo Gatto oltre a mantenere il numero per la validità della seduta hanno votato, con i consiglieri dell’ex maggioranza e il Sindaco, il nuovo Presidente del Collegio dei Revisori.

Resta il beneficio del dubbio per uno soltanto dei votanti in ragione della scheda bianca presente nell’urna.

A questo punto alcune considerazioni politiche sono doverose.

Sono gli stessi consiglieri dell’ex opposizione che pur essendoci la possibilità, hanno deciso di non sottoscrivere la sfiducia a questa amministrazione consentendogli di continuare a mal governare, arrivando a garantirgli il numero legale e votando finanche insieme un unico nome su oltre 400 aspiranti alla carica di presidente.

Sono gli stessi consiglieri che per cinque anni hanno sostenuto di contrapporre un’opposizione intransigente e senza sconti a questa amministrazione, che adesso, alla vigilia delle elezioni, con questo consiglio comunale, ne sono divenuti parte essenziale.

Il consigliere di RBC, anche per non essere in alcun modo confusa con chi si autoproclama integerrimo oppositore ma nei fatti inciucia con l’amministrazione ha abbandonato l’aula.

Se il numero legale per la validità della seduta fosse dipeso unicamente dalla presenza in aula del Consigliere Giglio, questi non vi avrebbe preso parte.

Nella fase delle comunicazioni iniziali il Consigliere Giglio ha proposto di predisporre ed approvare un documento votato dall’assise per l’accoglienza dei rifugiati ucraini, e solo per tale ragione, che esula dalla contesa politica, ha ripreso parte sul finire ai lavori della seduta.

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