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Paola – «Auguri alla “nuova Era” che al momento è “solo” di 3.543 paolani»

A nome della redazione del Marsili Notizie, esprimo auguri di buon lavoro al nuovo sindaco, ai futuri assessori, ed ai consiglieri tutti.

Voglio ricordare – in questa occasione – quanto scritto in passato, per quanto concerne i rapporti tra politici e giornalisti (siano essi della carta stampata, sia delle tante testate online): la democrazia di un Paese si calcola anche sulla libertà di stampa e di opinioni.

Purtroppo, in molte nazioni, la stampa è ridotta ad un semplice amplificatore delle notizie dei regimi, basta guardare i dati ufficiali in merito. Anche l’Italia non risulta in buona posizione in questo settore, e la cosa si accentua di più quando si parla di testate regionali o locali online.

Colgo pertanto l’occasione per esternare ai nuovi amministratori e ai rappresentanti pubblici eletti, una mia riflessione.

Un politico democratico accetta le critiche, o gli attacchi corretti, della stampa, senza ritenere ogni notizia di non gradimento, come persecuzioni personali. Non si può delegare un avvocato, o altri, a sorvegliare gli articoli di stampa, o tv, o i social, per sperare di trovare una frase, per intimorire ed impedire qualsiasi critica. Certo, sarebbe facile scrivere bene di tutti, ma in tal caso non avrebbero ragione di esistere gli stessi giornalisti.

Ora, come mio solito, alcune riflessioni: si è votato in molti comuni d’Italia, ancora una volta abbiamo assistito ad un ulteriore calo di elettori, unico dato ormai in crescita è l’astensionismo. La tornata elettorale appena conclusa, a Paola, è stata a mio parere una delle peggiori.

Un mare di candidati, famiglie divise per poter comunque salire sul carro del futuro vincitore.

Si sono rotte amicizie e parentele.

Oggi sentiamo i soliti proclami di prassi: riappacificazione, collaborazione, sarò il sindaco di tutti e tante belle frasi standard. In realtà non vi sarà nulla di tutto questo.

I buoni propositi si sono sciolti dopo qualche ora.

Il politico sarà sempre di parte, il sindaco di Paola – oggi – è il sindaco di poco più di tremila paolani, non per colpa sua, ma è la realtà, da tutte le parti.

Da tempo si è perso il senso della comunità, ricordo un ministro che disse: “non si fanno prigionieri”.

Prendiamo atto, oltre la metà dei paolani non ha votato, oltre 350 cittadini hanno annullato la scheda. Quindi, come sempre, vi saranno cittadini di parte e cittadini che non si riconoscono con nessuno.

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