luana d'acunto

Paola – Narratori Dentro. Storie fuori dal carcere: un’opera che si fa sentire

di Luana D’Acunto

Narratori Dentro è un opera creata da Antonio Carpino, docente di italiano presso la casa circondariale di Paola, che raccoglie una serie di racconti scritti dai detenuti dello stesso istituto di pena. Eccone uno stralcio: «L’empatia è cara, l’empatia ha un prezzo alto che paghi in silenzio, ogni giorno, ogni volta che nel ripetersi della normalità ti fermi a pensare. La sera ti spogli, entri nel letto, ti adagi sotto il piumone caldo, e pensi. Pensi che Pasquale ora sta in un letto non suo, sotto coperte dure, poco accoglienti, magari al freddo. La mattina ti alzi, fai scorrere l’acqua che diventa calda, ti insaponi nella tua doccia di un metro per un metro, e pensi. Pensi che Carmine, evidentemente in sovrappeso, che non dovrebbe mangiare tanto e che a vederlo sembra un gigante dal suo metro e novanta, ora si sta lavando, una metà per volta».

Sono parole che si infilano come una lama nel cuore del lettore, quelle usate da Antonio Carpino, nella sua prefazione a “Narratori Dentro. Storie fuori dal carcere”. Un volume, quello curato dal professore, che raccoglie una serie di racconti scritti dai detenuti della Casa Circondariale di Paola, corredati dall’esperienza personale del docente stesso in un ambito scolastico fuori dai classici schemi della didattica e dai rapporti umani, in un luogo dove il tempo si ferma favorendo la riflessione e stimolando l’empatia.

La lettura dell’opera è resa molto piacevole dall’alternarsi di battute ironiche e momenti di riflessione, caratteristiche ben note ad ogni docente che ha avuto il privilegio di vivere questo tipo di esperienza. Un esempio di lezione tratta dal volume: -“Alla fine del 1700, per essere precisi nel 1789, scoppia la Rivoluzione francese, quali sono i princìpi che vengono enunciati? Cosa gridano i Francesi in rivolta??”“”“Allora? Lo abbiamo già detto almeno mille volte!”“…”“Jà… guagliu’…”“…”“Liberté…”“Ahhh: LIBERTÉ, ÉGALITÉ, FRATERNITÉ!”.“E ci voleva tanto??? E chi è quella persona, nata 1789 anni prima della Rivoluzione francese, che diceva le stesse cose? Chi, di molto famoso, nato e vissuto quasi 1800 anni prima, enunciava gli stessi princìpi?”“…” “…” “…”.“Guagliu’… e jamu! L’amu dittu atri mille vote…”.“…” “…”.“Ragionate, per favore…”.“…”.“Cristo!”.“Prufessù… però nun jistimati, puru ca unni sapimu i cosi…”.“Non sto bestemmiando: era Cristo, Gesù Cristo che lo diceva, che, per combinazione (!) è nato proprio 1789 anni prima della Rivoluzione francese!”.“E vabbè professo’, ma che c’entra?”. “Come che c’entra? Nessuno può essere proprietà di un altro, siamo tutti uguali e siamo tutti figli dello stesso Padre, dunque siamo tutti fratelli…”.“Ah, è vero, avete ragione, non ci avevamo pensato!”.

È così: non ci si pensa, non si è proprio abituati a collegare cose lontane, apparentemente inconciliabili, distanti e dunque non confrontabili, eppure basta lanciare un sasso, anche piccolo, perché da un solo cerchio tanti altri prendano vita ed inizino a propagarsi fino a toccare i luoghi più lontani e fino ad allora indifferenti.Molti gli spunti di riflessione sull’importanza dei rapporti umani, sul senso della libertà, sui pregiudizi e sulla vita da detenuti.

«Il carcere – spiega Pasquale, uno degli autori – rischia di essere negazione della dignità umana, tuttavia la scuola e lo studio dentro possono offrire modelli e valori che oltre e altrove non avresti mai conosciuto. Per prendere basta solo aprire le mani. Rompere gli schemi mentali».

Ed è proprio questo il lavoro di un docente, riuscire a stimolare i propri discenti tirando fuori da ognuno di loro  i talenti nascosti, anche e soprattutto in contesti “speciali” quali il carcere. L’opera è attualmente in stampa e arriverà in libreria a fine giugno, ma già da oggi è possibile acquistare la propria copia preordinandola sul sito della casa editrice www.pecorenereeditorial.com . Il ricavato, pari all’8% del costo totale, spettante agli autori del libro sarà devoluto in beneficenza.

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