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Paola – Piano Torre: altro che costo zero! Chi sono gli sciacalli ora?

Sul finire dello scorso mese di maggio (venerdì 27), mentre la campagna elettorale imperversava in ogni angolo di Paola, da Piazza del Popolo si levarono urla con accuse di sciacallaggio rivolte a chi, sulla scorta di atti presenti sull’albo pretorio, aveva messo in discussione “il metodo” con il quale si stava propagandando la falsa notizia relativa alla rigenerazione urbana a “costo zero”.

Nella fattispecie, a fare la voce grossa fu la coalizione “la nostra Paola”, prosecuzione mozzata della coalizione “di salute pubblica”, per cinque anni alla guida del Sant’Agostino con Roberto Perrotta sindaco.

Ebbene, a distanza di oltre un mese, di quelle accuse sono rimaste solo flebili eco che rimbalzano ancora nei video condivisi sul web, mentre la verità dei fatti emerge con sempre maggiore prepotenza dalle carte che, con la solita differita quadrimestrale, stanno venendo alla luce.

Dopo aver appreso che la pulizia di un «un reliquato privo di intestati» (così scriveva ufficialmente l’amministrazione sulla pagina Facebook “Città di Paola”) è stata accollata ad un anziano assistito da “amministratore di sostegno” per una quota di 4mila euro, successivamente è stata la volta di un’altra determina dirigenziale con cui sono stati stanziati 1.804 euro per la (stessa) società che si è ulteriormente occupata della bonifica, fino ad arrivare oggi – con tempistiche degne di uno “slow motion” prolungato fino al non senso – quando sull’albo è apparsa la determina dirigenziale n.215 dello scorso 15 aprile, dove l’ingegner Fabio Iaccino ha impegnato (sottoscrivendolo nero su bianco) altri 5mila euro, con affidamento diretto, a favore di una ditta che si è occupata della «sistemazione e messa in sicurezza Villetta Piano Torre».

Quindi, se ai 4mila pretesi dall’anziano si sommano i 1.804 successivamente stanziati dal comune, si ottengono 5mila 804 euro, ai quali – aggiungendo poi i danari impegnati per chi ha sistemato e messo in sicurezza, si ottengono ben 10mila 804 euro che tutto rappresentano meno che il “costo zero” ostentato attraverso i canali aperti sui social dalla coalizione a supporto di Perrotta, inducendo a pensare che – forse – gli sciacalli (che come ha detto l’ex sindaco: «non sono lupi») guaivano altrove.

Per una cronologia della faccenda cliccare qui, qui, qui e qui.

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