Paola – La storia di U. e di un comune bloccato da “deficitarietà”

Alla ribalta della cronaca locale, suo malgrado, è salito il caso del 44enne U., un ragazzo paolano dallo scorso luglio rimasto solo componente, in vita, del suo nucleo familiare d’origine.

Disoccupato, gravato da un mutuo per la casa cui fa fronte grazie alla pensione di invalidità (certificata all’80%), il giovane gestisce la quotidianità grazie al Rdc, al quale – tuttavia – preferirebbe un lavoro.

Sostenuto da parenti che, oltre ad ospitarlo nell’immediatezza del lutto, lo hanno seguito nell’espletamento delle formalità burocratiche, il poco più che quarantenne ha rivolto al sindaco una richiesta di aiuto, sottoscritta nero su bianco e protocollata in comune il 10 agosto scorso, per un sostegno al pagamento delle spese funebri e per un eventuale coinvolgimento in attività lavorative per l’ente.

La richiesta protocollata dal giovane U.

Malgrado l’iniziale disponibilità manifestata dal primo cittadino, che conoscendo le vicissitudini del nucleo familiare, avrebbe espresso «sostegno e vicinanza», la prima richiesta del giovane (la copertura delle spese funerarie) non è stata soddisfatta, perché – a quanto pare – le casse del Sant’Agostino sarebbero in un tale stato che, persino una spesa “sociale” come l’inumazione di un’indigente, non avrebbe copertura finanziaria.

Questo almeno stante la versione testimoniata da una parente, che all’esito del colloquio tenuto col primo cittadino, ha raccontato d’essere stata interrotta da un’esponente consiliare che, intromessasi nella conversazione, l’avrebbe resa edotta sull’impossibilità di offrire servizi funerari a carico dell’ente, concludendo che la medesima situazione si sarebbe verificata anche se ad indossare la fascia tricolore ci fossero stati altri.

Sorvolando su quest’ultima, enigmatica, allusione, il dato di fatto sarebbe che il Comune di Paola, allo stato attuale, non è in grado di coprire la spesa del funerale, né tantomeno è stato capace di rispondere ad una richiesta formale – presentata con tanto di proprio quadro economico – da un ragazzo che anche oggi sarà ospite della mensa solidale parrocchiale.

Sollecitato personalmente sulla questione, il sindaco ha espresso rammarico per la piega assunta dalla vicenda dopo la diffusione della notizia sui social, dove la polemica è montata in seguito alla pubblicazione del post di un parente. «Stiamo lavorando per istituire un regolamento funzionale a gestire situazioni come questa – ha detto Giovanni Politano – affinché siano chiari i margini entro i quali l’ente può intervenire, perché non è sempre possibile andare incontro a cifre di cui si viene a conoscenza solo dopo la presentazione delle fatture. Allo stato attuale il nostro impegno è volto a rafforzare, nei limiti del possibile, l’impianto dei servizi sociali, i cui uffici hanno già da tempo preso a seguire la situazione di questo nostro concittadino, nella speranza che dalla collaborazione con altre istituzioni, si possa addivenire ad una soluzione che possa garantirgli la stabilità di cui ha bisogno».

In attesa del consiglio comunale in cui verranno affrontati i conti dell’ente, che al passaggio di consegne tra la precedente e l’attuale amministrazione sono risultati viziati da uno stato di «deficitarietà strutturale» (della quale, comunque, l’attuale giunta – composta per due terzi da elementi che hanno concorso a tenere in vita il precedente governo cittadino – avrebbe dovuto sapere ogni cosa), la storia di U. ha preso l’inaspettata piega che ha visto molti paolani proporsi per contribuire al pagamento del funerale cui – in definitiva – faranno fronte i parenti.

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