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Paola – “NuovaEra” attaccata dalla minoranza: «remissiva con RFI»

Nota diramata dalla minoranza consiliare paolana, composta da Emira Ciodaro, Marianna Saragò, Alfonso D’Arienzo, José Grupillo, Roberto Perrotta e Andrea Signorelli, al primo turno depositari di un consenso complessivo di 1006 voti soverchiante rispetto all’attuale maggioranza di governo cittadino (uscita però vincente in sede di ballottaggio).

 

Un’Amministrazione silente, svogliata, quasi accondiscendente e remissiva rispetto all’idea progettuale proposta il mese di luglio da RFI che cambierebbe sensibilmente le sorti della nostra città sotto molti aspetti e che, nel suo complesso ed avendo posizioni distanti, ha perso tempo prezioso per convocare un Consiglio Comunale ad hoc, senza partecipare attivamente alla manifestazione di protesta organizzata dai comitati popolari.  Questo il quadro di sintesi che ben descrive un comportamento che cerca di essere celato dietro dichiarazioni ed esultanze sulla Stampa, piuttosto che convenire sull’ importanza dell’attività propulsiva messa in campo dai Comitati e da quei consiglieri che, sin da subito, hanno preso coscienza di quanto stava accadendo, primo fra tutti il consigliere Signorelli. È grave, inoltre, che le decisioni assunte in sede di Commissione speciale vengano disattese puntualmente dall’amministrazione, preferendo dare ascolto a chi è privo di qualsiasi ruolo istituzionale e rappresentanza. La Commissione è un organismo istituzionale a cui legge, statuto e regolamentano assegnano proprie funzioni. Se la Commissione discute e decide per salvaguardare l’ambiente e la salute dei cittadini, prima di qualsiasi altra logica di profitto e di presunto progresso, opponendosi con decisione all’ipotesi progettuale presentata da RFI, Sindaco e maggioranza il giorno dopo non possono sottoscrivere missive chiedendo opere compensative e mitigazioni. È un controsenso, frutto di una lacerante divisione tutta interna alla maggioranza e ai suoi principali azionisti. Un’instabilità che rischia di produrre serie conseguenze per la città, vittima del gioco di una politica inconcludente che alla vita reale preferisce i social e le dirette facebook.

In più, il Consiglio comunale, ovvero la massima assemblea della città, con poteri decisionali, solo qualche mese addietro si è espresso all’unanimità con un atto di dissenso formale verso questa soluzione progettuale.

Oggi invece l’amministrazione rivendica meriti che evidentemente non ha.

Mentre loro discutevano e continuano a discutere su una posizione ufficiale da assumere, che ad oggi risulta non pervenuta, la minoranza incontrava cittadini, chiedeva l’indizione di consigli comunali, proponeva l’istituzione della Commissione Santomarco, coinvolgeva comitati, inviava lettere, richieste di accesso agli atti e quant’altro necessario per chiarire questa intricata vicenda. Altri invece alimentavano divisioni facendo intendere alla città che ci fossero comitati pro e contro il raddoppio, che da questo progetto la città avrebbe potuto guadagnare in sviluppo e opere compensative, che nonostante le evidenti interferenze e ricadute sulla qualità della vita dei cittadini, l’inutilità di questo progetto e i danni derivanti per l’economia della città, tagliata fuori da tutto, ripetevano che bisognava comunque andare avanti col progresso.

L’amministrazione della Nuova era, con la complicità di chi non ha mai sfogliato una pagina del progetto, continua a sostenere che la costruzione delle Nuove Gallerie e il tema Alta Velocità siano due questioni distinte e separate. Peccato che, nelle varie relazioni di progetto, RFI abbia scritto centinaia di volte che i due piani sono “correlati”, ovvero l’uno funzionale all’altro. Solo questo elemento ampiamente argomentato nell’ultima missiva del Ministero della Transizione Ecologica avrebbe dovuto far accendere un campanello di preoccupazione tra i nostri amministratori. Invece si continua a sostenere l’esatto opposto. Di contro, tutto quello che questa minoranza ha sempre contestato ed evidenziato circa l’ipotesi progettuale è stato messo nero su bianco dal Ministero. E mentre l’amministrazione cerca ancora di individuare una soluzione di mediazione, non a vantaggio dei cittadini, ma rispetto a tutte le sue variegate componenti, il Ministero si sostituisce al Comune con una richiesta di chiarimenti ad RFI circa l’impatto dell’opera sul territorio. Tale richiesta non è di certo frutto della diversità di vedute del sindaco Politano e dei suoi alleati ma atto d’ufficio indirizzato a tutti i componenti la Conferenza di servizi.

Altra soddisfazione è poi il fatto che il MIT abbia evidenziato come il criterio dell’efficacia trasportistica, in tema di analisi multicriteria, non può ritenersi sufficiente ne prevalente rispetto agli altri, soprattutto a quello dell’impatto ambientale dell’opera. Sul punto, per quella onestà intellettuale più volte invocata dallo stesso sindaco Politano in sede di Consiglio, bisogna oggi riconoscere che aveva ragione l’ex assessore regionale ai Trasporti Catalfamo quando prospettava il passaggio dei treni merci da Lamezia piuttosto che dalla Santomarco. Opzione sostenuta già dal Consigliere Josè Grupillo nell’aprile 2021 e nel  Consiglio Comunale del 7 giugno 2021.  A distanza di mesi chiarezza è stata fatta.

Così come il Ministero ha ritenuto non valutabile questo progetto del 2021 tramite il paragone con l’ipotesi del 2012 che la stessa RFI ha definito non più in linea con gli standard europei e di sicurezza. Dunque un’analisi basata sul nulla, tutta da rifare nel termine di 10 giorni, salvo diniego all’istanza presentata da RFI e contestuale archiviazione da parte del MIT.

Ultima considerazione, in assenza di una definizione del tracciato AV, se lungo la costa o dall’entroterra cosentino, resta dubbia l’utilità e la funzionalità di costruire due nuove gallerie. Altro aspetto evidenziato in apertura proprio nella missiva del Ministero. Le nuove gallerie Santomarco rischiano di diventare opere secondarie – o peggio incompiute – viste le incertezze dal punto di vista geologico nello scavare due nuovi tunnel e due uscite d’emergenza.

Ad oggi questa missiva del MIT appare più una bocciatura su tutta la linea per l’amministrazione Politano che motivo di esultanza.

Una bocciatura per un’amministrazione che, purtroppo, ha balbettato in più di un’occasione e che addirittura è stata sollecitata anche dall’intervento di altri Sindaci per riportare la problematica nel suo giusto alveo. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che dirimente, rispetto alla questione Santomarco, c’è anche l’effettiva fattibilità dell’alta velocità, rispetto alla quale, non abbiamo riscontrato nessuna presa di posizione da parte di chi, istituzionalmente, oggi ci rappresenta.

Occorre insistere e continuare ad essere presenti ed incisivi, discutere di questi argomenti, parlare delle novità che si sono verificate e definire gli approcci consequenziali che si vogliono assumere rispetto a materie anche di competenza del Consiglio.

Basta con l’appropriarsi di meriti che non si hanno, specie quando questi smentiscono le proprie azioni, è tempo di garantire alla città un’amministrazione stabile e produttiva, rispettosa degli interessi della cittadinanza, degli organismi istituzionali e delle aspettative generali.

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One comment

  1. Antonino Riggio

    Senza entrare nel merito sulla intempestività di qualsiasi iniziativa stante la circostanza che si parla di questioni conosciute da anni e su cui c’è stato un colpevole silenzio l’unica via di uscita per il domani di Paola è quello di chiedere ad RFI lo spostamento della stazione di Paola nella zona Pantani come prevedeva avveniristicamente il PRG degli anni ottanta.Si otterrebbe il risultato di avere una stazione al servizio dell’AV sia nell’ipotesi del tracciato tirrenico sia in quello autostradale attraverso Cosenza con discesa sul Tirreno attraverso la galleria Santomarco.Per quanto riguarda le modifiche a quest’ultima nei tempi canonici si doveva presentare , avendone le capacità.un elaborato progettuale delle stesse dimensioni di RFI circa 3000 pagine cosa né facile né agevole.Quindi la partita Santomarco è chiusa resta quella del percorso Av ancora da decidere la cui lotta è da fare in sinergia con i territori del Cilento e del Tirreno cosentino.La delocalizzazione della stazione FS esistente farebbe recuperare aree pregiate come anche quelle della ex Squadra Rialzo e de Deposito Locomotive che se utilizzate in un ottica di sviluppo potrebbe cambiare il volto della città.A mio modesto parere fuori da questo ragionamento siamo al torneo della chiacchera.

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