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Paola: Rbc e Rigeneriamo Paola chiudono l’anno in crescita | Video

 

 Nota stampa

Entusiasmo e grande partecipazione, in un Sant’Agostino sold-out, hanno qualificato l’Assemblea Generale di Rete dei Ben Comuni.

Il futuro oggi è dei giovani. E non è un caso che proprio Chiara Cassano, una studentessa impegnata nel sociale ha dato inizio ai lavori.

“Cosa sarebbe un paese senza i propri giovani, senza i propri ragazzi? Di cosa vivrebbe? Perché è difficile confrontarsi con noi e prendere delle scelte che possano davvero aiutarci? Che ci diamo un po’ di conforto un po’ di sicurezza. È arrivato il momento di dare risposte. E di agire. Bisogna dimostrare alle nuove generazioni che c’è ancora qualcosa di buono: un modello in cui rispecchiarsi. Fateci sentire accolti e ascoltati, fateci sentire considerati. Solo così potremmo essere la generazione del futuro”. All’apertura di Chiara Cassano hanno fatto seguito, nella convention – moderata da Davila Sorrentino, gli interventi di Sabrina Campolongo, Francesco Giglio, Tatjana Calvano, Amedeo Brusco e Francesco Eboli che si sono soffermati con dovizia di particolari su quei temi che stanno interessando una città che sta perdendo centralità e prestigio.

Il complesso monumentale di Badia – di recente restituito al Comune dopo una battaglia autentica che non ha lesinato energie e sforzi di RBC e di diverse associazioni – è l’emblema di una tutela dei beni dell’ente che avrebbe dovuto essere negli anni costante e non lesinare energie. Una città che per contro è in declino e rischia di perdere importanti servizi. È il caso del raddoppio della Galleria Santomarco che con i suoi lavori relega la stazione di Paola – tagliata fuori dall’alta velocità – a snodo di secondo piano. Una città dove con una manovra tariffaria inefficace (Imu e Tari) saranno creati buchi di bilancio e tartassati ingiustamente i cittadini. Una città, Paola, dove la sanità è ancora costretta a elemosinare servizi sanitari che potrebbero essere a costo zero (emodinamica) e dove le nuove imposte (Tassa di soggiorno) rischiano di confinare il turismo.

Andrea Signorelli capogruppo consiliare di Rete dei Beni Comuni ha parlato di partecipazione attiva da parte della cittadinanza: “per noi è importante il confronto continuo e costante. Questa sera ci tenevamo a regalarci un momento di condivisione grazie a quel legame che abbiamo creato a maggio scorso e che – è il nostro auspicio – possa crescere e possa dare spazio a tutti quei cittadini desiderosi di cambiare il presente e fornire uno strumento di partecipazione per aiutare la politica a fare meglio. La politica, oggi, ha bisogno di ritrovare la dimensione della competenza”. Signorelli ha poi ringraziato gli altri consiglieri comunali presenti per aver accolto l’invito all’iniziativa. “Il metodo politico – ha aggiunto il capogruppo consiliare – che ha amministrato Paola e che amministra Paola ancora oggi non è finalizzato alla sincerità. È stato da poco approvato un bilancio di previsione non veritiero. Un bilancio che nasconde molte lacune e per coprire questi buchi di bilancio si è pensato alla soluzione più semplice: aumentare le tasse.  Il rischio però qual è? Se si aumentano le tasse sopra un determinato livello la gente non è in condizione di poter pagare. Non è che non vuole, non può pagare. Aumenta quindi l’evasione, un’evasione indotta da scelte politiche sbagliate. Oppure un’altra soluzione per il cittadino sarebbe trasferire il proprio domicilio in paesi vicini o in altre città, alimentando lo spopolamento. Quindi Paola perderebbe due volte: a livello di capitale umano e di risorse economiche. La città è costantemente in affanno.

L’amministrazione è stata sorda ai nostri consigli, soprattutto in sede di approvazione del bilancio. Si rischia insomma un altro dissesto economico finanziario. Le conseguenze saranno addossate su noi cittadini. Non possiamo più subire scelte politiche sbagliate.

La situazione che stiamo vivendo nel nostro comune non agevola soluzioni verso direzioni determinanti e significative per lo sviluppo della comunità. Il commercio è in crisi. Cosa possiamo fare? Aumentare la partecipazione, essere maggiormente presenti come cittadini, elaborare idee e proposte condivise.

Se lasciamo la politica sola a se stessa rischiamo di naufragare. Rischiamo di rimanere in balia degli affanni e del clientelismo. Questo non ce lo possiamo permettere. Ed è per questo che vi chiedo aiuto per incidere maggiormente sulle scelte compiute dalla politica”.

“Per noi è un lavoro di squadra arrivare a ogni appuntamento, a ogni consiglio comunale, preparati.  Occorre leggere le carte, studiarle. Non ci limitiamo ad alzare la mano a comando. Siamo cittadini liberi da ogni legaccio e sovrastrutture. Occorre umiltà, confrontarsi ed avere capacità di ascolto. La politica dell’arroganza non ha portato mai a nulla di buono”.

Su Badia, ad esempio, si è voluto approfondire. “Non ci siamo voluti rassegnare alla sua vendita. Così abbiamo scoperto che c’è una legge che tutela i beni archeologici, che li rende inalienabili. È grazie a questo studio normativo e ai vari contributi che ci sono stati che siamo riusciti a salvare uno dei monumenti più belli che abbiamo a Paola. Uno dei più identitari.

Questa sera, qui e davanti a voi tutti, ci tengo ad affermare un principio che guida il nostro agire: noi in qualsiasi momento siamo disposti a lasciare la poltrona. Perché non è una poltrona che ci qualifica. Sono le nostre azioni che ci contrassegnano come cittadini liberi e dediti al bene comune.

Da amministratori – viste le polemiche di questi giorni sulle indennità percepite dai politici – avremmo rinunciato allo stipendio perché non si può vivere di politica. Di fronte ad un comune mal messo per colpa della politica, è immorale guadagnare speculando sulle spalle della gente, aumentando le tasse e lasciando la città sola a sé stessa. Abbandonata.

Anche qui risiede la nostra libertà. Ognuno di noi vive del proprio lavoro.

Che cosa avremmo voluto fare allora? Trasferire alla città il modello del volontariato. Trasferirlo alla politica. Donando alla città quello che per noi è il bene più significativo: il tempo. Il nostro tempo dedicato alla cura della città, alla cura delle persone. Dedicarlo alla costruzione del nostro futuro. Perché noi siamo custodi del presente. Ed anche se la custodia è solo temporanea, siamo ugualmente responsabili del futuro. La domanda è cosa lasceremo a chi verrà dopo di noi? Questa è una responsabilità, un peso che avvertiamo e sentiamo forte.

Siamo preoccupati per quelle lobby e per quella politica che si è alternata negli anni alla guida di Paola, da destra come da sinistra, che ha avuto come unico risultato quello di imprigionare il nostro futuro. Noi dobbiamo riappropriarci degli spazi della politica e restituirli ai cittadini. A quella cittadinanza libera. A quella cittadinanza che non ha paura di presentarsi a voi con fare sincero”.

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