Ci fosse una crisi amministrativa in questo momento, Pino Falbo (ex candidato a sindaco avversario anche di Roberto Perrotta) terrebbe sotto scacco l’intera maggioranza. Uno scacco quasi “matto”, considerando il numero di consiglieri che il solo gruppo “Progetto Paola” è riuscito a creare nell’aula Lo Giudice.
Ben quattro esponenti, con un peso politico determinante, al punto da non consentire la gestione – esclusiva – della conduzione amministrativa al “solo” primo cittadino (con la giunta).
Ovviamente in uno scenario di crisi, perché allo stato attuale Pino Falbo e il gruppo di consiglieri che ne hanno sposato la causa, è l’alleato più forte che Roberto Perrotta ha tra i banchi del civico consesso.
Un risultato figlio della fusione tra “Progetto Democratico” e “Paola al Centro”, vale a dire tra i maggiorenti di entrambi gli schieramenti, Falbo e D’Angelo da un lato, Bruno e De Luca dall’altro, con questi ultimi due a nome del movimento fondato dal medico Carlo Gravina (ex candidato a sindaco ed ex capogruppo consiliare). Una miscela potente e dal nome azzeccato (“Democratico al centro” sarebbe suonato malissimo), che crea senz’altro un precedente numerico col quale Roberto Perrotta, formalmente, non ha mai dovuto confrontarsi in precedenza (anche all’epoca del terzo mandato, la diaspora dei “dinataliani” – tra i quali figurava anche l’ex sindaco Giovanni Politano – fu condotta da un numero ancor più cospicuo di consiglieri, ma il gruppo non fu mai formalizzato).
Determinante per il prosieguo, “Progetto Paola” è figlio della matematica applicata al sistema elettorale con cui si è votato, perché i due movimenti che lo costituiscono sono usciti dalle urne molto ridimensionati rispetto, ad esempio, alla “Paola Domani” di Emira Ciodaro (ex candidato a sindaco avversario anche di Roberto Perrotta), che in consiglio comunale oltre a poter contare sé stessa, può fare affidamento all’assessore-consigliere Gabriele Fiorito. Due però, nonostante i consensi ottenuti in cabina elettorale, con la sola Ciodaro capace di superare quota mille preferenze. Un bel modo per dimostrare un appeal elettorale degno di una competizione sovracomunale, che però adesso sta costando metà della forza consiliare che invece può essere espressa da Progetto Paola.
Solo il tempo potrà dire se il gioco sarà valso la candela. Di certo c’è che “Paola Domani” detiene la presidenza del consiglio comunale e un assessorato, un risultato ragguardevole, soprattutto se si considera che le deleghe assessorili sono pressoché le stesse che – nell’amministrazione precedente – erano detenute dal vicesindaco. Cose di una certa importanza quindi.
In quest’ottica si comprendono anche i raffinati ammiccamenti di una parte della minoranza, che viste le correnti in circolo nell’arcipelago “Perrotta Quattro”, sta già impostando manovre di avvicinamento, magari puntando verso lo scranno più rappresentativo, che in virtù di potenziali salti in Regione, potrebbe trovarsi d’improvviso vacante e con una maggioranza a trazione Falbo. Un’opera di eventuale riequilibrio in tal senso, sebbene fantascientifica, sarebbe l’unica in grado di continuare a contenere la forza del solo “Progetto Paola”.
Così tutto potrebbe continuare a filare secondo l’attuale andazzo, dove con pragmatismo sta emergendo la figura della vicesindaco Marianna Saragò, alla quale sarà pur vero che è toccato l’assessorato più impegnativo (il Bilancio, negli ultimi anni più croce che delizia, costato dimissioni a iosa e polemiche uscite dai vari esecutivi) ma le è stato riconosciuto il ruolo, non di poco conto, di leader del partito di Carlo Calenda, quell’Azione che potrebbe culminare in un risultato strategico qualora si dovesse assistere al potenziale salto in Regione di qualche attuale componente della maggioranza.
Così Perrotta potrebbe evitare l’eventuale stallo che verrebbe a crearsi con un gruppo dal peso specifico tanto elevato, vera sorpresa rispetto allo scenario prospettato agli elettori, che potrebbero ritenersi spaesati rispetto a manovre che appaiono soltanto “di palazzo” (tra le quali, una delle più originali, è senz’altro quella che ha portato il consigliere D’Arienzo, unico eletto del suo gruppo, a diventare anche assessore), mentre il presente racconta di una città in ritardo col programma estivo, dove ancora si registrano disservizi in diversi settori e dove presto sarà allestito uno dei cantieri più imponenti del sud Italia, quello per il raddoppio del tunnel Santomarco.
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