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Paola – Lungomare “archistar” tipo mantice: s’allarga e restringe?

Un nuovo volto per il lungomare di Paola. È questa l’idea che torna – dopo la famigerata pista ciclabile – a far discutere la cittadinanza paolana. Il tratto centrale del litorale cittadino, compreso tra i confini di un ristorante e una storica gelateria in dismissione da qualche anno, dopo aver assistito e continuare ad assistere alla “non-fine” dei cantieri permanentemente in corso (dei quali sarebbe opportuno sapere l’inizio e la fine, come da capitolato d’appalto), sarà interessato da un ambizioso progetto di riqualificazione, promosso per la prima volta sotto l’amministrazione Politano e ripreso – seppur con diverse variazioni – dall’attuale sindaco Roberto Perrotta.

L’intervento prevede il rifacimento della pavimentazione e un radicale riallestimento estetico, affidato a un’archistar (come è stata definita nelle comunicazioni ufficiali), che ha firmato un progetto moderno e d’impatto, per il rilancio del lungomare cittadino. Anfiteatro, aiuole, giardinetti, inserti di verde urbano  e diverse attività dovrebbero restituire un nuovo decoro alla passeggiata, rilanciandone l’immagine anche in ottica turistica. Ma c’è un problema – anzi, più di uno.

Il nodo parcheggi

Altro punto controverso riguarda la destinazione degli spazi. L’amministrazione Perrotta, in una prima fase, sembrava orientata a ridurre la portata del progetto per lasciare spazio a un parcheggio auto nella fascia centrale, data la scarsità di aree di sosta in prossimità del mare. Ma il recente recupero di un fazzoletto di terra nei pressi della famigerata “area portuale”, poco più a sud, avrebbe modificato di nuovo i piani. Il progetto attuale – secondo indiscrezioni dei “ben informati” di Sant’Agostino – si estenderebbe ora anche all’edificio che ospita un noto punto di somministrazione di gelate dolcezze, che dovrebbe essere inglobato nell’intervento, per essere successivamente “recuperato” (vicino al costruendo anfiteatro, unico punto per attività commerciali). Il disegno finale comprenderà anche lo spazio dove oggi si trova un parco giochi per bambini.

L’acqua che non c’è

Paola, come noto, è spesso colpita da crisi idriche che rendono difficoltosa perfino la gestione ordinaria del verde pubblico già esistente. L’aggiunta di nuove aree verdi, che richiederanno cura costante e manutenzione continua, solleva perplessità. Come si potranno conservare nel tempo le caratteristiche ornamentali previste, in un contesto in cui l’acqua – semplicemente – manca? Salvo che non vengano inserite piante che non hanno bisogno d’acqua.

Soldi, vincoli e interrogativi

Le domande che circondano il progetto non sono solo logistiche, ma soprattutto economiche. Qual è la fonte di finanziamento cui si attingerà per portare a termine l’opera? Se la risposta fosse il PNRR, ci si scontra con un ostacolo non da poco: come già detto, la ventilata versione del progetto odierno sembrerebbe piuttosto distante da quella inizialmente prospettata (viste le varie perimetrazioni delle aree), e qualsiasi rimodulazione potrebbe far decadere le condizioni per l’ottenimento dei fondi, che – come ormai noto – sono vincolati a criteri di rigida aderenza progettuale.

Qualora invece l’opzione prescelta fosse quella del project financing, chi sarebbero gli investitori pronti a credere in un’iniziativa simile? Dopo la complicata e ancora non del tutto chiarita vicenda del porto cittadino, non è facile immaginare soggetti privati pronti a impegnarsi in un’operazione dal ritorno economico incerto.

E se infine il parcheggio fosse davvero realizzato più a sud, la questione resta: sarà pubblico o privato? E il Porto?

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