Primi film in concorso tra introspezione e fantascienza, e un omaggio a David Bowie
Nelle sezioni collaterali il contrasto tra l’armonia e l’ordine della vita in campagna e il peso di segreti innominabili in “Jonathan” del tedesco Piotr Lewandowski. Dietro il pretesto di denunciare il dramma delle donne di mezza età senza lavoro costrette a prostituirsi nella Corea del Sud contemporanea, “The Bacchus Lady” di E J-yong è una poetica e struggente riflessione sulla vecchiaia, la sofferenza, la morte, che deve molto del suo fascino alla straordinaria interpretazione della protagonista Youn Yuh-jung. Altre (inutili) sofferenze in “Goat” di Andrew Neel, discesa agli inferi delle “fraternity”, le associazioni goliardiche dei colleges statunitensi.
Nella serata tutto esaurito al Friedrichstadt Palast per l’omaggio a David Bowie: Tilda Swinton ha introdotto “L’uomo che cadde sulla Terra” di Nicolas Roeg, che vide proprio alla Berlinale la sua anteprima mondiale.