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Paola – Quattro assunzioni comunali ed un dubbio

assunzioni comunali

Uno strano caso di delibera di giunta, pubblicata e poi rimossa dall’albo pretorio on-line del comune di Paola, potrebbe condizionare il futuro prossimo della politica cittadina.

Stante il documento, arrecante ad oggetto: “Programmazione dei fabbisogni di personale 2015/2017”; che costituisce la deliberazione n.38 dell’undici marzo scorso (alla quale, escluso l’avvocato Marco Cupello, erano presenti tutti gli assessori ed il primo cittadino, Basilio Ferrari), sarebbe stato dato il via libera all’assunzione di quattro unità lavorative, di cui una legata alla durata del mandato del sindaco e tre a tempo determinato.

Di questi lavoratori, i cui profili professionali sono stati inquadrati nella categoria D, alcuni andranno a ricoprire l’ambito “tecnico” (relativo all’UTC) mentre per un caso si tratta di quello “economico-finanziario”. La spesa per finanziare la quadruplice assunzione ammonterebbe a 141.691,48 euro e sarebbe stata approvata alla luce del “rispetto del patto di stabilità”.

Nonostante l’operazione appaia encomiabile, soprattutto considerando il momento di crisi vissuto in città, sussisterebbero le condizioni per considerare tutta l’operazione quantomeno “avventata”. Il problema di fondo contro il quale rischierebbe di incagliarsi l’intenzione di Ferrari e dei suoi assessori, è rappresentato dall’indiscutibilità delle prescrizioni con cui il ministero dell’Interno, nei mesi scorsi, ha sancito i limiti dell’azione amministrativa condizionata dalla dichiarazione di dissesto. Ammonimenti vari tra i quali, nel caso del personale, spicca il divieto assoluto di assunzioni. La leva su cui i componenti dell’esecutivo paolano, composto in stragrande maggioranza da avvocati, avrebbero trovato il punto di forza, consisterebbe nel “rispetto del patto di stabilità” relativo alle annualità 2012, 2013 e 2014. Tuttavia, stanti quelle che sono state le deliberazioni consiliari, l’unica approvazione di bilancio cui si potrebbe fare riferimento è quella datata 2012. Pertanto, il principio addotto per l’approvazione del documento di giunta, appare opinabile sia nel merito del “patto” spalmato su tre annualità, sia riguardo le prescrizioni espresse dal ministero dell’Interno.

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