Qualche mese fa, per un frustrato senso civico ed un battente squilibrio sentimentale, su queste pagine è stato pubblicato un videoclip sulle condizioni in cui versava il Rione Piano Torre a Paola (per vederlo clicca qui).

Nella speranza che la questione fosse esaurita, confidando nell’impegno di coloro che – forse per distrazione – non avevano dato seguito a promesse elettorali e impegni contrattuali, un ritorno a Piano Torre è stato quasi un obbligo morale, se non altro per documentarne la rinascita urbana e tessere le lodi a chi – eventualmente – se le fosse meritate.

Invece, una volta giunti nel Rione, l’immagine è addirittura peggiorata rispetto all’ultima volta.

Poco importa che da ieri (24/05/2015) – stranamente dopo la visita con telecamera in bella mostra – il comune (e forse l’ufficiale sanitario) abbiano schierato una squadra di operai a pulizia degli spazi pubblici (operazione che dovrebbe essere ultimata domani).

Poco importa perché, comunque, è tardi.

Poco importa perché è inammissibile dover attendere, oltremisura, il contraccambio di ciò che profumatamente viene richiesto con le tasse.

Poco importa perché, comunque, Piano Torre è terra di conquista delle erbacce e del degrado. Ogni giardino abbandonato (acquistato ad un prezzo opinabile da una società a “responsabilità limitata”) sembra un camposanto bombardato. Ogni scarpata, ogni percorso pedonale (comprese le famigerate “scalette” che dal faro conducono al mare) sono ridotte in uno stato che, a confronto, la selva fiabesca che impediva l’accesso al palazzo della Bella Addormentata apparirebbe come l’Eden.

Poco importa perché, a Paola, l’unico degrado che sembra essere avvertito dagli amministratori comunali era quello insistente sull’area dove dovrebbe sorgere un megaparcheggio pluriaccessoriato, iperprivatizzato e sopravvalutato.

Poco importa perché Piano Torre è abitato da persone perlopiù anziane, disabili, che forse agli occhi di chi comanda sono come la classica noce nel sacco che, da sola, non fa rumore. Anche se, a loro tempo (ed ancora oggi) a Piano Torre hanno vissuto e vivono persone che hanno contribuito enormemente alla crescita economica e morale di Paola. Ma a quell’epoca, a fare rumore nel sacco, era il tintinnio della moneta, che oggi – purtroppo – è venuta meno (soprattutto alle casse comunali).

Poco importa, il danno è fatto. Il resto è silenzio intermittente.

Piano Torre è acceso e spento, come la luce del faro che ancora rischiara la notte dei naviganti e degli innamorati, sognatori che condividono una visione del mondo spesso irreale, viaggiatori di un riflesso fantastico, viventi di una bellezza che – a Piano Torre – è ormai solo un lontano ricordo.

Chissà se, a Piano Torre, è stato fatto il computo relativo alle cifre proposte da un’ordinanza sindacale che ha declamato il prezzo della responsabilità privata riguardo l’incuria, il degrado e la salute pubblica. Chissà se, a Piano Torre, qualcuno si è preso la briga di monetizzare il danno. Magari, sommando tutte le multe elevabili, si potrebbe raggiungere una cifra idonea ad organizzare un programma estivo decente per tutta Paola.

Per chi volesse leggere e vedere come l’argomento è stato trattato su questa testata, di seguito al video sono pubblicati i collegamenti.

Buona Visione

 

 

  • Qual è il “bene” a cui tende la città di Paola? Il caso “Piano Torre” (clicca e leggi)
  • Anche questa è Paola. Cartolina da Piano Torre [VIDEO DOCUMENTARIO] (clicca e vedi)
  • Paola, vizi di forma nella vendita di Piano Torre? (clicca e leggi)
Anche questa (continua ad essere) Paola: Piano Torre Brutto [VIDEOCLIP] ultima modifica: 2015-06-25T17:39:35+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.