È inutile girarci intorno, l’albo pretorio è la fonte più attendibile per chiunque intendesse informarsi sull’andazzo di qualsivoglia ente pubblico. E il comune di Paola non fa eccezione.
Tra delibere, determine, avvisi, ordinanze e decreti, sono tanti gli spunti che aiutano a comprendere il clima che si respira tra le stanze e gli uffici, dove – proprio di recente – secondo fonti bene informate, si sarebbe consumato l’ultimo atto “urbanistico” di un tecnico che, una volta apposta la firma sotto un documento utile ad avviare l’iter per l’edificazione di un immobile a due piani sul lungomare cittadino, sarebbe stato riassegnato (pur mantenendo lo status precedente) ad ambiti che non prevedono più responsabilità su settori di competenza uguali a quello per il quale ha siglato l’atto.
E a ben vedere, scandagliando l’albo pretorio, ci sarebbe un documento compatibile con questa indiscrezione, visto che nemmeno cinque giorni fa è stata deliberata la pubblicazione di un incartamento che va nella direzione di una redistribuzione di incarichi e incombenze, con quella che servirebbe a sottoscrivere progetti come quello del fabbricato, a due piani, da edificare su un’area presuntivamente demaniale, dirimpetto al mare e appaiato al rilevato ferroviario, delega che sarebbe trasmigrata su una professionista di comprovata competenza.
Un vero e proprio scacco al re che, se fosse confermato, favorirebbe una dama, investita di oneri tali che potrebbero non escludere responsabilità direttive anche per l’imminente “lavorone” da compiere per il raddoppio del tunnel Santomarco.
Chi vivrà vedrà, nel frattempo però non si può ignorare che in città c’è un’intelligenza tale da formulare un piano che sembrano due.
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