La recentissima pubblicazione del Burc che, nell’edizione dello scorso due maggio, ha riportato la rinuncia del beneficio concesso al Comune di Paola per l’acquisto dei tre pulmini funzionali al trasporto pubblico della cittadinanza, rischia di rappresentare solo il primo di una serie di smottamenti che potrebbero esporre l’ente amministrato da Basilio Ferrari ad altri durissimi contraccolpi. La spada di Damocle che pende sulla testa degli attuali animatori del Sant’Agostino non è rappresentata soltanto dalla necessità di reperire le somme pretese dalla Regione (130mila euro più «eventuali interessi»), ma quella di trovarle in una misura addirittura “raddoppiata” nella sua entità. Perché ai tempi dell’amministrazione Perrotta, grazie al lavoro certosino dell’allora assessore José Grupillo, il finanziamento ottenuto è scaturito da un Pisl che agiva su due canali perfettamente appaiati e reciprocamente finanziati con identiche somme. Il senso di questa situazione si evincerebbe nelle misure adottate come metro contabile, ovvero la “321” (destinata ai minibus) e la “125” (che serviva per la strada di collegamento “Palumbo-Iannivò”). Da questo conseguirebbe che al finanziamento dell’una, in maniera speculare, sarebbe stata erogata l’identica somma per l’altra. Pertanto, in questo caso, i “mila euro” destinati ai pulmini vanno raddoppiati e computati in una simile voce di bilancio riguardante la strada.

Siccome entrambe le questioni sono andate in “cavalleria”, è altamente probabile che in un prossimo Burc la Regione possa chiedere a Ferrari anche la restituzione dell’altro finanziamento, decretando – a questo punto – una vera e propria Caporetto per le casse del comune, perché gli interessi andrebbero calcolati su 130mila più 130mila euro (visto che oltre ai pulmini anche la strada è rimasta ferma al palo). Come se non bastasse, questo inquietante prospetto potrebbe essere aggravato dal decreto ingiuntivo proposto dalla ditta rimasta esclusa dal servizio dei bus navetta, la sola che era in grado di gestire il servizio “pubblico” perché dotata della fondamentale figura del direttore tecnico, unico depositario delle qualità per immatricolare i veicoli ad uso pubblico. Perché se il comune s’intestasse i veicoli potrebbe usarli solo per trasportare i propri dipendenti. Con due pulmini rimasti a “marcire” in un parcheggio, ed un terzo (da 13 posti) non ancora immatricolato, con la strada Palumbo-Iannivò mai presa in considerazione, viene da chiedersi che fine abbiano fatto quei soldi dati, nell’agosto 2012, dalla Regione a favore del comune di Paola, una cifra che sarebbe dovuta servire per pagare la ditta e immatricolare i pulmini, che invece – nonostante l’erogazione – sarebbero rimasti a costituire una voce debitoria nel dissesto dichiarato da Ferrari.

Paola – Il “caso pulmini” potrebbe passare da 130mila a 260mila € ultima modifica: 2016-05-09T15:54:09+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.