Se non ci fosse stata la domenica, con la giornata odierna si sarebbe prefigurato il quinto giorno consecutivo di isolamento telefonico per uno studio medico cittadino.

Per quanto sia nevralgica l’attività del medico di famiglia coinvolto in questa strana ma frequente situazione, l’operatore che eroga il servizio in questione non ha voluto sentire ragioni e – arrogandosi un diritto che l’avvocato difensore del camice bianco ha immediatamente contestato – ha provveduto a staccare i collegamenti alla rete.

Una brutta gatta da pelare per il dottore, soprattutto perché senza l’utenza di telefonia fissa i suoi numerosissimi assistiti rischiano seriamente di non poterlo rintracciare, diventando a loro volta vittime di una storia che ha del grottesco.

Dopo aver aderito ad un’offerta proposta dal gestore di telefonia mediante call center, consistente in un potenziamento  del servizio al costo di quaranta euro mensili, al medico – contrattualizzato con una tariffa business compatibile alla sua attività – sono pervenute bollette con una richiesta media da 163 euro, giustificati con balzelli di vario genere che, il legale del camice bianco, ha anche definito «del tutto privi di fondamento».

La situazione, sviluppatasi nell’arco dell’estate appena trascorsa, ha avuto un picco nel mese di agosto, quando nella giornata di San Lorenzo (famosa per il “pianto di stelle” pascoliano), presso l’ambulatorio è giunta l’ennesima richiesta fuori controllo, consistente in ben 309,82 euro da versare in favore della società telefonica.

Malgrado il conosciuto medico abbia provveduto a reclamare telefonicamente all’arrivo di ogni cedola, la controparte non pare aver mai preso in considerazione le sue recriminazioni.

Anzi, trovandosi a parlare ogni volta con un diverso operatore del centro assistenza contattato, la situazione ha finito con l’ingarbugliarsi del tutto.

Anche e soprattutto in virtù del fatto che le bollette venivano pagate “in automatico” per via del collegamento diretto col conto in banca.

A questo punto il dottore non ha potuto fare altro che adire le vie legali, ratificando un’istanza fondata sull’interruzione di “pubblico servizio” (perché trattasi dello studio di un medico di famiglia con diverse centinaia di assistiti), verificatasi – come aggravante – solo all’atto di non versare la somma dell’ultima bolletta.

Paola – Interrotto il “pubblico servizio” (telefonico) di un ambulatorio medico ultima modifica: 2017-09-25T11:35:12+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.