Con l’ammaino della bandiera repubblicana, penultimo vessillo issato contro la roccaforte consiliare di Roberto Perrotta, l’esperienza amministrativa della coalizione di Salute Pubblica inizia ad assumere un assetto pressoché definitivo.
Benché resti in piedi la questione “incompatibilità” sollevata dall’ex sindaco Ferrari, il pronunciamento sulla disputa per il seggio che la dottoressa Emira Ciodaro ha tentato di farsi attribuire a scapito di Vincenzo Limardi, rappresenta un ulteriore impulso per lasciarsi alle spalle il recente passato.
Quasi fossero alibi per considerare ancora “in prova” l’attuale amministrazione, tanto il procedimento avviato dalla Ciodaro quanto quello intentato dall’ex primo cittadino, hanno favorito una condizione di sospensione del giudizio sull’operato degli inquilini subentrati alla guida del Sant’Agostino.
Aver fatto definitiva chiarezza perlomeno su uno dei due fronti, con il rappresentante della coalizione tra Rete dei Beni Comuni e Cambia Paola rimasto saldo alla sua postazione, servirà probabilmente a mettere a fuoco il vero volto delle assisi consiliari.
Tuttavia, prendendo spunto dalla nota diramata di recente (clicca e leggi) proprio da una delle due forze in suo supporto, Limardi è considerato l’occupante di un seggio attribuito alla Rete che, svincolata dal movimento messo in piedi dagli avvocati Edoardo Stefano e Marta Perrotta, avrebbe facoltà di sostituirlo – in caso di necessità – con Giuliana Cassano, madre dell’ex segretario dei Giovani Democratici Andrea Signorelli, giovane politico uscito sbattendo la porta dal partito oggigiorno incarnato da Graziano Di Natale.
Un’eventualità che potrebbe disturbare la frequenza armonica su cui attualmente sembra essersi sintonizzato il rapporto tra la maggioranza consiliare e questa parte di minoranza.
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