C’è un documento, che sta girando sul web in questo momento a Paola, condiviso da più parti mediante il canale di Whatsapp.
Un’immagine, per essere più precisi, che raffigura un foglio di carta intestata del Comune di Paola, sul quale si legge una missiva che il Sindaco Roberto Perrotta ha scritto al Presidente della Regione, On. Jole Santelli, al Prefetto di Cosenza, Dott.ssa Cinzia Guercio, al Direttore Generale Dipartimento Tutela della Salute, Politiche Sanitarie, Dott. Antonio Belcastro, al Commissario Asp di Cosenza, Dott. Giuseppe Zuccatelli e alla Procura della Repubblica di Paola.
“Segnalazione Ordinanza sindacale n.20 del 28.03.2020 del Comune di Cetraro”, questo l’oggetto della lettera in cui, dopo una premessa richiamante l’ultima disposizione organizzativa assunta dall’Asp di Cosenza in merito allo spoke “Paola-Cetraro”, è denunciata l’impossibilità ad ottemperare ad ogni azione perché un dispositivo successivo, emesso dal sindaco cetrarese Angelo Aita, impedisce il trasferimento ad altro presidio delle discipline afferenti alle UOC e oggetto della disposizione del 27.03.2020 emanata dalla Unità Operativa di Direzione Sanitaria dietro disposizione del Commissario Asp, nonché vieta il trasferimento di personale, attrezzature e suppellettili funzionali allo svolgimento dei servizi oggetto del trasferimento.
Una situazione cui il Commissario adesso potrebbe rispondere con la revoca, in autotutela, della disposizione del 27.03.2020 emanata dalla Unità Operativa di Direzione Sanitaria dietro disposizione dello stesso Commissario.
Una segnalazione nata dal fatto che l’ordinanza di Angelo Aita, essendo a Cetraro di fatto sospese le attività afferenti alla UOC di Ostetricia e Ginecologia e di Chirurgia Urologia, sta bloccando anche l’erogazione di un servizio pubblico essenziale che Paola dovrebbe poter garantire.
Le immagini degli operai che lavoravano ieri all’allestimento del nosocomio paolano, e che oggi avrebbero dovuto compiere un “trasloco completo” da Cetraro, sono già un ricordo?
Peccato, per una volta sarebbe stato bello poter pensare che ino Stato letteralmente “in emergenza”, la concordia potesse regnare sovrana. Invece, ancora una volta si deve assistere ad un tam tam che, indipendentemente dalla veridicità del documento che circola su Whatsapp (perché tanto l’Ordinanza di Aita esiste ed è stata quest’oggi applicata nel suo Comune), ogni volta pone il cittadino in condizione di dover vivere quello che dovrebbe essere un suo diritto, come una “rivendicazione”. Peccato davvero, perché se neanche Covid-19 riesce a fermare questo stillicidio, allora lo spoke “Paola-Cetraro” è un’entità destinata a dissolversi perché forse non è mai esistita.
E tutto questo solo per un’ordinanza che l’Asp ha emesso a carattere “temporaneo”. Ai posteri l’ardua sentenza.
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