Nota diramata dal Circolo Arci “Piera Bruno” di Paola (titolo originale: “Titanic”)

«Chi fugge quando la nave affonda è peggio di chi la nave l’ha fatta affondare». Questa la chiosa finale di uno dei più apprezzati interventi del Sindaco Ferrari in Consiglio Comunale. Proprio così, “chi fugge quando la nave affonda è peggio di chi la nave l’ha fatta affondare”. A metà strada tra la straordinaria prodezza balistica e il clamoroso autogol. Perché chi sia lo Schettino e chi il mozzo di bordo non è del tutto chiaro.
Siamo alle porte dell’Estate e l’argomento del giorno è ovviamente il mare, il mare pulito. O meglio il mare che pulito dovrebbe esserlo e che invece puntualmente non lo è.
Il Sindaco Ferrari s’interroga legittimamente su che fine abbia fatto il consistente finanziamento pubblico di 3.500.000,00 € ottenuto dalla giunta Perrotta per il potenziamento del depuratore e rendicontato solo in minima parte, inchiodando alle proprie responsabilità politiche chi quei bilanci “omertosi” li votò.

Per una volta siamo d’accordo con Lei, caro Sindaco, inchiodi ognuno alle proprie responsabilità. Subito dopo però ci risponda, ci dica dove era Lei mentre amministratori distratti omettevano di rendicontare 2.329.000,00€.

Duemilionitrecentoventinovemila euro, mica bruscolini.

Perché le responsabilità politiche non pesano unicamente sulle spalle della maggioranza. Se è vero che all’opposizione viene costituzionalmente riconosciuto, oltre al ruolo politico di stimolo all’operato della compagine di governo, anche quello di verifica dell’attività amministrativa, ci chiediamo perché Lei, che quei bilanci non li ha votati ma li ha certamente letti perché all’epoca seduto tra i banchi della minoranza, non ha sollevato il problema allora, non ha puntato i piedi denunciando la mancanza, non ha sbattuto con veemenza i pugni sul tavolo gridando allo scandalo. E allora chi è capitano e chi il mozzo di bordo che lascia affondare la nave noi davvero non lo sappiamo.
Lei rivendica a sé il merito di un ulteriore finanziamento di 150.000,00 € per un nuovo progetto di ristrutturazione dell’impianto, ne prendiamo atto e sinceramente ne siamo lieti. Ma ci chiediamo, ancora una volta, se questo progetto sia stato autorizzato dall’autorità competente ai sensi della normativa nazionale e regionale vigente, o se risulti ancora una volta abusivo.

Come abusivo, ancora oggi, è lo scarico del depuratore comunale. O almeno così ci risulta, anche se saremmo lieti di essere seccamente smentiti. Perché la madre di tutte le questioni forse è proprio questa. Lo scarico del depuratore continua, da anni, ad essere abusivo, fuorilegge, illegale. Con Perrotta come con Ferrari. E così mentre qualche suo assessore prova con ostinazione e tenacia a negare l’evidenza, il depuratore continua a scaricare abusivamente.

E allora una volta di più l’interrogativo si fa pressante, chi è capitano e chi il mozzo di bordo.
E ce lo chiediamo anche alla luce della recente e discussa Legge n. 68, del 22 maggio 2015, che introduce il reato penale di “inquinamento ambientale”, per “chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativo… delle acque”.
E allora aspettando ansiosi di capire di chi sia cosa, La immaginiamo a bordo di quella nave celebrata da Francesco De Gregori in una delle sue più celebri canzoni, scelga Lei il ruolo, mentre il capitano dice al mozzo di bordo «Giovanotto, io non vedo niente. C’è la solita merda in mezzo al mare. Andiamo avanti tranquillamente».

[Paola] Oltre 2 Milioni motivi per interrogarsi sull’inquinamento marino ultima modifica: 2015-06-19T14:51:19+02:00 da Redazione
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