Se il mondo cambia ed in Italia si parla d’altro

Barack Obama va per la prima volta in Israele e propone la sua soluzione alla pulizia etnica contro i palestinesi: due popoli, due Stati. Riuscirà a convincere gli israeliani?
Negli stessi giorni, ricorre il 10° anniversario dell’invasione dell’Iraq e del conseguente inizio della guerra che non ha portato democrazia, ma morte, l’acuirsi dell’estremismo religioso e il saccheggio indiscriminato delle risorse del paese da parte della coalizione dei paesi occidentali.
In Turchia, dopo anni di guerra, il PKK (il partito dei lavoratori kurdi di Ocalan) ha trovato un accordo con il governo di Ankara per arrivare ad una pace.
In Sicilia si lotta contro il MUOS: un sistema radar che permette di manovrare i terribile droni da guerra statunitensi. E’ una battaglia contro il ritorno della guerra fredda. I siciliani si ribellano nel solco delle  lotte contro i missili nucleari di cui sempre gli Stati Uniti volevano riempire l’isola.
Dall’altra parte del mondo il leader del primo paese produttore di petrolio del mondo, il Venezuela, muore per un tumore. A metà aprile dovrebbero svolgersi le elezioni tra il suo successore Nicolas Maduro e l’ex golpista della destra ultraliberista Capriles.

Mentre succede tutto questo, in un paese non precisato c’è un partito che organizza manifestazioni davanti al tribunale di Milano per chiedere l’impunità del suo plurindagato e quasi ottuagenario leader. Negli stessi istanti un altro partito, dello stesso paese, vorrebbe controllare le caramelle che i deputati comprano. I suoi militanti e parlamentari si lamentano che alcuni loro colleghi sono da troppi anni deputati o senatori e che prendono stipendi troppi alti.

Voglio esplicitare il mio pensiero con chiarezza: chissenefrega. Di fronte a quello che rapidamente ho elencato, a me di Rosy Bindi che sta in parlamento da trent’anni non mi frega niente.
Ci sono problemi più importanti da risolvere: cosa m’importa dei rimborsi elettorali, io voglio una legge sulla cittadinanza per le persone che nascono in Italia, voglio che venga risolta la crisi siriana, voglio l’abolizione della Fini-Giovanardi. A me serve un interlocutore credibile e non l’ennesimo arrogante nominato come Vito Crimi, che pare sappia solo dire “Beppe ha detto…”, “Beppe ha chiesto…”, “Beppe ha fatto…”, ricordando la miglior  Mariastella Gelmini che ripeteva (e ripete) come un mantra: Il presidente Berlusconi ha detto…fatto…ecc.
Potrebbe mai aiutarmi la capogruppo alla camera dei grillini convinta che il fascismo abbai fatto anche cose buone, esattamente come ha esplicitato Berlusconi in campagna elettorale?
Il pianeta è in un momento di transizione epocale: l’egemonia economica degli Stati Uniti e dell’Occidente è quasi un ricordo, la crisi del capitalismo ci da la possibilità di ridiscutere, riformare, rivoluzionare, il rapporto tra capitale e lavoro.
In questo Paese si parla dello stipendio del presidente del Senato o della pensione di Giuliano Amato. Per carità, sugli sprechi ed i privilegi c’è molto da lavorare (come sta facendo Crocetta in Sicilia), ma forse stiamo perdendo di vista quello che accade nel mondo, la visione d’insieme e le vere questioni che sono sul piatto della realtà. Non ho mai capito bene perché l’Italia e gli italiani venivano tacciati di essere dei provinciali; adesso vedendo il nuovo che avanza, capisco perfettamente cosa si voleva intendere.

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One comment

  1. NON VI è PIU’ SPERANZA COSMO

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