I commenti ad un articolo ci sono da sempre, anzi guai al giorno in cui non dovessero essercene, perché sono la base di un giornalismo efficace. Laddove non ci sono commenti ad una notizia, non c’è notizia. Quindi, che siano positivi o negativi, di condivisione o di diniego assoluto, o di semplice riflessione su un argomento, i commenti ad una notizia ci devono sempre essere.

Questo è un assunto basilare, comprensibile a tutti anche perché amplificato dalle tendenze “on-line” con cui, ognuno, si sente parte di un tutto di notizie. Il social network, nello specifico, è un flusso di informazioni che “vogliono” darsi perché spinte da un’intenzione ben definita, che culmina nella ricerca di “comunicazione”, risultato che si raggiunge quando “diverse” informazioni si confrontano divenendo “notizie”, quindi “elementi utili al perfezionamento del pensiero e della coscienza.

L’obiettivo ultimo di chi vuol “dare” notizia non è quello di fare mera “informazione”, ma è quello di partecipare alla coscienza collettiva che s’attiva laddove, ad un’informazione divenuta notizia, seguono i commenti.

Grazie al social network per eccellenza, Facebook, è oggi possibile interagire con le notizie direttamente dai profili dei gruppi o dalle pagine dedicate. E quanto è bello quando un commento ad un articolo diventa spunto di discussione!

Si badi, un commento ad un articolo, non a chi lo ha scritto. Perché chi scrive esaurisce la sua funzione quando ha messo l’ultimo punto sul testo, il resto che segue è dei lettori, ognuno dei quali si disporrà in uno stato d’animo. Chi ha scritto un articolo resta sullo sfondo, come un ombra sfumata da rendere nitida solo nel caso in cui trasgredisse qualche principio caro a chi legge. In quel caso si potrebbe manifestare il proprio fastidio all’istituzione preposta ad interpretare i principi con il codice civile (o penale) per avere un parere “oggettivo” riguardo alla propria sensazione. A quel punto l’autore di un articolo dovrebbe – in carne ed ossa – rispondere di ciò che ha ritenuto utile condividere, o detto volgarmente: “far sapere”.

Perché non esiste uno scrivente “oggettivo”, così come non esiste un lettore “oggettivo”. Neanche una stampante, a meno che non sia un sismografo o roba similare, può esser definita scrivente oggettiva se stampa pensieri scritti da un essere umano. Un “giornalista” è prima d’ogni altra cosa uno scrivente che interpreta la realtà in base alla sua dotazione biologica e culturale, tentando di riprodurla attraverso dei simboli che la rendano comprensibile a chi legge (in questo caso le “lettere dell’alfabeto italiano e numeri”).

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Screenshot della pagina relativa ai contenuti pubblicati sul gruppo Facebook “Le Notizie del Marsili”

Dinnanzi ai numeri si può essere “oggettivamente” d’accordo perché vengono astrattamente assunti come vicari di un’evidenza inconfutabile, anche se – ultimamente – ci sono numeri che hanno perso questo valore. Per questi numeri è stato scritto un articolo ed a questo articolo è seguito un commento, o meglio, all’autore di questo articolo è stato preconizzato “un trattamento”. Una “tirata d’orecchie” da parte di un non meglio precisato “qualcuno”.

Ora, per quanto detto sopra, vuol dire che una notizia ha suscitato commenti. Bene, la comunicazione funziona. Tuttavia il commento è relativo all’autore e non all’articolo, quindi c’è qualcosa che non va.

Soluzione: anziché invitare l’autore del commento a specificare il senso delle sue parole, sarebbe opportuno che ogni lettore aggiungesse un commento al “trattamento” da riservare all’autore dell’articolo.

Lui aspetta che “qualcuno” tiri le orecchie; e tu cosa (ti) aspetti?

Sicuramente “Vedremo” (termine usato, in questo caso, non per ribadire una “minaccia”, bensì per dare un appuntamento sul social network dal quale è partito tutto dove lasciare un commento di “proposta” alla pagina, all’account o al gruppo del Marsili Notizie).

E TU COSA (ti) ASPETTI? ultima modifica: 2014-05-30T18:08:19+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

About 

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.